Israele: smantellata rete di spie e hacker
I pirati informatici finiscono in "Rete"
di Giacomo Mondini
30/05/2005
SONO lontani i tempi in cui gli 007 erano noti per i loro strumenti fantascientifici (penne fotografiche, occhiali ad infrarossi, microcamere da taschino) con i quali carpivano segretissime informazioni, utili magari per il proprio paese e per la vittoria del bene sul male.
Oggi alle spie basta ingaggiare degli hacker, che, creando dei programmi virus tipo Trojan Horse, possono accedere ai segreti commerciali delle aziende rivali.
Il caso è esploso domenica 29 maggio, quando la radio di Gerusalemme (Israele) annuncia l’arresto di 18 persone, tra cui dirigenti di famose società di comunicazione e tv satellitari, ed i responsabili delle maggiori agenzie investigative israeliane, con l’accusa di spionaggio industriale.
Il meccanismo era quello classico dei virus via e-mail con allegato il pericoloso programma spia che, una volta installato sul pc del concorrente, consentiva di accedervi e di rubare le preziose informazioni. A volte veniva inviato anche un cd con la presentazione di un prodotto, ma che conteneva invece il "cavallo di troia".
A quanto pare, non risulta che ci sia un antivirus in grado di rilevare questi programmi in quanto fatti ad-hoc per le singole vittime.