Savino Pezzotta: ''Il PrimoMaggio giornata di festa anche per i bambini africani"
Marco Godano: ''Ho voluto un palco che desse più visibilità al pubblico''
Ascolta l'audio dell'intervista a Savino Pezzotta
Ascolta l'audio dell'intervista a Marco GodanoROMA – Il “concertone” del primo maggio è ormai una tradizione. Un’enorme kermesse musicale nel giorno della Festa del Lavoro, che affonda le sue radici nelle battaglie intraprese dal movimento operaio verso la fine del secolo scorso. Migliaia di giovani partono da tutta l’Italia con un paio di panini nello zaino e la voglia di far parte di uno dei più grandi raduni musicali italiani, anzi europei.
Il 1° Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche né sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, migliorare la propria condizione. In Europa la prima celebrazione della Festa del Lavoro si ebbe nel 1890, con esclusione dell'Italia dove l'allora presidente del Consiglio, Francesco Crispi, impartì ordini severi ai prefetti: reprimere sul nascere qualsiasi manifestazione di piazza.
Nel nostro paese la prima commemorazione della Festa del Lavoro si tenne l'anno successivo in un clima tutt'altro che tranquillo, tanto che a Roma, in scontri tra polizia e dimostranti, ci furono due morti e decine di feriti. Il fascismo cancellò del tutto il giorno di festa per festeggiare "il lavoro italiano e non quello inteso in senso astratto e universale". Ai nostri tempi le note stonate rimangono confinate a differite televisive e polemiche varie.
“Sviluppo e legalità” il tema della giornata , di quest’anno, che ognuno sarà libero di affrontare nel modo che ritiene più opportuno. “La Sanremo delle sinistre”, secondo una memorabile definizione di Piero Chiambretti, è un’immagine che rende bene l’idea del clima che serpeggia intorno agli strumenti musicali e gli artisti sul palco.
Da sempre le bandiere del pubblico oceanico e le dichiarazioni (o canzoni storiche) dei personaggi hanno infiammato i politici. È rimasta alla storia una frase di Piero Pelù, ex Litfiba: “Vogliono che si lasci la politica fuori dal Concerto. Ma il cuore è rosso e batte a sinistra!”. Ettore Ciccotti, storico deputato socialista, nel 1903 definì perfettamente lo spirito della festa: “Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l'interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de'sensi; e un'accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell'avvenire, naturalmente è portata a quell'esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa". E questo spirito rimane intatto a distanza di un secolo.
Il cast è davvero di tutto rispetto, molto attento (anche per motivi economici), alla musica nostrana: gli Afterhours, talentuoso gruppo rock attento a ric
ercare nuove sonorità e testi ponderati, gli inossidabili Avion Travel + la multietnica Orchestra di Piazza Vittorio, Enzo Avitabile, James Blunt, Enrico Captano (la voce del sindacato,come è stato definito), Luca Dirisio che sfrutta il suo momento di gloria grazie al suo pop senza pretese, Cristina Donà, Irene Grandi, il cantautore storico della musica italiana e maestro del cabaret Enzo Jannacci, Le Vibrazioni, Marlene Kuntz, i Modena City Ramblers che difficilmente non lasceranno spazio al loro interesse politico, Negramaro, i Negrita che stanno lanciando il loro nuovo album dalle sonorità sudamericane, Nomadi, Parto Delle Nuvole Pesanti, Pinocchio Nero, Radiodervish, Sud Sound System, Sergio Sgrilli, i Subsonica del nuovo e interessante album “terrestre”, Tiromancino, Velvet, Francesco De Gregori e il suo nuovo album “pezzi”, Juliette Lewis & The Licks. Eh sì, avete letto bene: l’ex pupa dannata di Hollywood si è lanciata in un’esperienza musicale che rispecchia la sua filosofia di vita, il punk.
Abbiamo incontrato Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl (Confederazione Italiana Sindacati dei Lavoratori). Ci ha parlato del Concertone come opportunità per fare concretamente del bene. Quest’anno infatti la giornata sarà dedicata all’associazione AMREF per i bambini dell’Africa. Per Pezzotta “stare con gli altri è un modo che determina quel germe che è la solidarietà. La solidarietà a sua volta determina un atto pratico e aiuto a chi ha meno possibilità di noi”.
Marco Godano, invece, organizzatore dell’evento e Presidente della “Primo Maggio srl, ci ha anticipato grosse novità tecniche e scenografiche nell’edizione 2005. “ Ci sarà una struttura in alluminio e acciaio meno ingombrante, che comporta un palco a volta, con maggiore visibilità alla piazza. Dal punto di vista scenografico ci sono 7 schermi per far effetti sul palco. La boccascena aumenta di 7 metri. 600 m2 di palco complessivamente”.
Un concerto e una Festa. Una pletora di persone di tutte le età e da tutte le città della Penisola. Bandiere, canzoni, microfoni, telecamere, dichiarazioni, sorrisi, gocce di sudore, panini, sole, videofonini. L’importante, il 1 maggio, è esserci.