Vai al contenuto della pagina
tasti di accesso rapido

Mediazone - Magazine di Comunicazione e Media - www.mediazone.info

MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
MediaZone
Newsletter Iscriviti alla newsletter Autori Autori: A|B|C|D|E|F|G|H|I|L|M|N|O|P|Q|R|S|T|U|V|Z
Attualità

Il parere del Consiglio di Stato: il giornalista non deve essere per forza un laureato. Il Miur si adegua e l'Ordine dei giornalisti protesta

Giornalisti "honoris causa"? Sì, grazie

di Laura Bernardini
23/03/2006

La notizia: la laurea non diventerà titolo di studio obbligatorio per i giornalisti professionisti.
L'ufficio legislativo del Miur dovrà, infatti, tener conto in maniera rigorosa del definitivo pronunciamento del Consiglio di Stato, secondo il quale per le professioni di agrotecnico, geometra, perito agrario, perito industriale, consulente del lavoro e giornalista la laurea non può essere considerata titolo esclusivo per l’accesso come, invece, era previsto dallo schema approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 22 dicembre 2005.
Per quanto riguarda i giornalisti il nuovo regolamento dovrebbe essere il seguente.
Saranno ammessi all'esame di Stato:

a) coloro che, in possesso del titolo di studio previsto dal previgente ordinamento (diploma di scuola media superiore), svolgono attività redazionale giornalistica ovvero

b) coloro che in possesso di una laurea della durata minima di tre anni (non solo in Scienze della Comunicazione) frequentano:

1) master universitari biennali in giornalismo o corsi biennali specialistici di laurea in Giornalismo disciplinati sulla base di convenzioni stipulate tra Atenei e Consiglio nazionale dell'Ordinedei Giornalisti, ovvero

2) corsi biennali presso “Istituti di formazione al giornalismo” )riconosciuti con deliberazione del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti ai quali si accede per concorso e con laurea almeno triennale.
Il disaccordo del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, nei confronti del responso è stato palese. In particolare si accusa il Consiglio di Stato di non favorire la modernizzazione e la liberalizzazione meritocratica dell’accesso alla professione giornalistica. Sempre secondo l'Ordine il testo che era stato costruito avrebbe finalmente reso trasparente l’accesso alla carriera giornalistica e restituito dignità a tutti coloro che operano in condizioni di precariato e con pochi riconoscimenti professionali.

La decisione del Consiglio di Stato si configura, secondo l’ODG, come un “sabotaggio” del pluriennale lavoro di riforma svolto dai tanti organismi di categoria. Ma il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti non “getterà la spugna”.
E il resto d'Europa come gestisce l’accesso alla professione giornalistica?

In Belgio la professione è regolamentata per legge dal 1963. I requisiti per l'accesso alla professione prevedono, tra l'altro, l'esercizio di una attività a tempo pieno presso redazioni di quotidiani o periodici, testate radiotelevisive, film-giornali o agenzie di stampa per almeno due anni, e insieme l'obbligo di non esercitare attività a carattere pubblicitario (se non in qualità di direttore). L'attribuzione del titolo e le relative funzioni di controllo vengono svolte da una commissione statale. I documenti di identificazione del giornalista vengono rilasciati dal Ministero dell'Interno. Non viene richiesto il possesso di un titolo di studio specifico, ma il praticantato necessario è di durata superiore a quello richiesto in Italia (due anni anziché 18 mesi). Corsi di laurea in giornalismo sono relativamente diffusi presso le università del paese.

In Lussemburgo la professione viene regolata sulla base di una legislazione simile a quella belga.

In Danimarca l'accesso alla professione è invece subordinato al possesso di un titolo di studio universitario, conseguito presso l'Università di Aarhus. Il corso di laurea è a numero chiuso, prevede un esame di ammissione, ed ha una durata di 4 anni. Nell'ambito della formazione universitaria sono previsti sia studi teorici, che un periodo di praticantato (18 mesi). I giornalisti sono rappresentati da una organizzazione privata, la Federazione della stampa, che provvede autonomamente (senza alcuna forma sostanziale di controllo pubblico) alla tenuta dell'Albo. Nonostante la presenza di leggi sulla regolazione delle testate giornalistiche, la professione non è esplicitamente protetta da una normativa particolare.

In Francia l'attività giornalistica è regolamentata da norme di legge, con il rilascio di un documento di identificazione da parte di una commissione statale. Non esiste un Ordine professionale; per esercitare il lavoro di giornalista non viene richiesto un titolo di studio specifico, mentre è necessario aver svolto un periodo di praticantato di almeno due anni (ridotto ad un anno per chi abbia conseguito un diploma in giornalismo presso strutture come il centro di formazione di Parigi, scuole superiori di giornalismo o università quali Strasburgo o Bordeaux).

In Germania non è presente alcuna forma di regolazione della professione da parte dello Stato, né forme di protezione del titolo professionale di giornalista. I criteri di idoneità per lo svolgimento di un lavoro a carattere giornalistico vengono quindi definiti sostanzialmente dagli editori delle varie testate. In questo quadro non sorprende che si sia sviluppato un forte associazionismo professionale di stampo sindacale (sono quattro le principali organizzazioni di questo tipo presenti nel Paese), la cui azione è finalizzata tra l'altro a bilanciare le decisioni della dirigenza delle varie testate in materia di condizioni di esercizio del lavoro giornalistico. Sono presenti in Germania varie università (quasi in ogni Land) che prevedono corsi di giornalismo, della durata di quattro anni.

Anche nel Regno Unito e in Irlanda la professione giornalistica non è sottoposta ad un controllo normativo di natura pubblica, mentre esistono associazioni private di categoria. Tali associazioni hanno una identità organizzativa complessiva a metà strada tra il sindacato e il club. In effetti non è previsto un vincolo di adesione ad un'organizzazione specifica per l'esercizio della professione giornalistica, anche se le varie strutture associative evidentemente mettono in atto specifiche iniziative di promozione e di tirocinio per i propri i scritti.

In Grecia, pur entro un quadro culturale decisamente diverso, il tipo di regolazione dell'attività giornalistica è ancora di stampo "libero-associazionistico", con funzioni anche di carattere sindacale. Non esistono modalità di regolazione pubblica della professione, né forme di protezione del titolo. Le associazioni di categoria richiedono, quali requisiti per l'ammissione, un periodo di praticantato di tre anni e un esame finale.

In Olanda troviamo un sindacato unico che raccoglie al proprio interno sia giornalisti dipendenti che free lancers, figure tra le quali non sussistono distinzioni particolari in termini di tutela dell'attività. Non esiste un Ordine professionale né una normativa di regolazione dell'attività o del titolo. Sono presenti accademie di giornalismo, la cui formazione non ha comunque un valore certificatorio in termini professionali.

Spagna e Portogallo si avvicinano invece al tipo di ordinamento della professione così come lo conosciamo nel nostro Paese. In Spagna sono in corso di istituzione ordini professionali regolamentati con leggi dello Stato in alcune regioni, come Catalogna, Paesi Baschi, Navarra, Andalusia, Galizia e Canarie. Il quadro complessivo in cui si inseriscono queste forme nascenti di regolazione pubblica è comunque quello di una professione esercitata ampiamente secondo modalità svincolate da meccanismi di controllo normativo esplicito. E' presente nel Paese una organizzazione privata principale, per l'iscrizione alla quale viene richiesto il possesso di un titolo di laurea in giornalismo (5 anni di corso) o, se il candidato è in possesso di un titolo universitario diverso, almeno due anni di pratica professionale.

In Portogallo esiste un Ordine dei giornalisti regolato da una normativa di riferimento, che prevede la gestione congiunta della tutela professionale di categoria da parte dello Stato e delle associazioni di settore. Viene richiesta per l'esercizio dell'attività di giornalista una pratica di due anni (ridotta a 18 mesi per chi sia in possesso di un titolo di laurea in comunicazioni sociali).

E ora resta solo da vedere quali saranno gli sviluppi della situazione italiana.
stampa

Gli altri articoli

> “Quando gli elefanti combattono” vince il Premio Solinas 2008
cIntervista a Guido Iuculano, coautore della sceneggiatura vincitrice - d14/11/2008fdfc
> Nasce Agora Vox Italia
c"Ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla creazione dell’informazione globale" - d01/10/2008fdfc
> La ricreazione è finita
cLa scuola nei romanzi e nel cinema - d09/08/2008fdfc
> Mario Schifano alla Gnam di Roma
cUna mega personale a dieci anni dalla scomparsa dell’artista multimediale - d13/06/2008fdfc
> Fantauditel premia il vincitore: capire la tv è un gioco
cGianni Boncompagni: “io la tv la guardo solo su Youtube” - d13/06/2008fdfc
> Current a Scienze della Comunicazione
cIncontro con Tommaso Tessarolo - d06/06/2008fdfc
> Gruppo Kuoiwo web Tv
cL’antropologia va in onda (su internet) - d04/06/2008fdfc
> In Italia il progetto di Citizen Journalism AgoraVox
cintervista a Francesco Piccinini responsabile italiano del progetto - d24/05/2008fdfc
> Naspter contro iTunes
cRitorno in gran stile del gigante del download - d21/05/2008fdfc
> Microsoft, la beneficenza che fa discutere
cRaggiunto l'accordo tra Gates e Negroponte - d20/05/2008fdfc
> Scala Mercalli : il terremoto creativo della street italiana
c“Scosse” creative animeranno per due mesi tre spazi della capitale - d19/05/2008fdfc
> Quando il cinema racconta le emozioni di una vita speciale
cDal 2004 ad oggi i cortometraggi di Telethon raccontano la malattia attraverso gli occhi di chi la vive ogni giorno - d14/05/2008fdfc
> Think Communication 2008
cIl laboratorio presenta i suoi nuovi prodotti: un video e un social network per Scienze della Comunicazione - d14/05/2008fdfc
> Windows Messenger Tv
cNuove frontiere della messaggistica istantanea - d14/05/2008fdfc
> Chi muore al lavoro
cA Torino, scatti e opere-video raccontano la tragedia della ThyssenKrupp - d30/04/2008fdfc
> Wikipedia, dal web alla carta
cRimediazione di una rimediazione - d30/04/2008fdfc
> Al Gore wants you for Current Tv
cInizia l’8 Maggio l’avventura italiana della web tv made in U.S.A. - d23/04/2008fdfc
> Running the numbers all'Ara Pacis
cChris Jordan fotografa i numeri del consumismo nella società americana - d22/04/2008fdfc
> Indovina lo share su Fantauditel.com
cGioco e didattica nel nuovo progetto di Scienze della Comunicazione - d22/04/2008fdfc
> Frammenti etnografici
cEsperienze mix-mediali di studenti presso un villaggio Bororo (Mato Grosso, Brasile) - d03/03/2008fdfc

Pagine: <<< 1 ... 70 >>>
H
T
A
D
O