L’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni quantifica il paniere introdotto dalla legge Gasparri
Ecco quanto vale il Sic
SIC, questo sconosciuto. Almeno fino ad ora:
l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ha infatti approvato il calcolo del Sistema integrato delle Comunicazioni, il cui valore economico è stato elaborato dagli uffici dell’Agcom. Ad accertare questa quantificazione è stato il Consiglio presieduto da Corrado Calabrò, che ha approvato all’unanimità ieri a Napoli le
tabelle del Sic relative al 2004 e al 2005.
Secondo l’elaborazione dell’Authority il sistema integrato delle comunicazioni vale 22,144 miliardi di euro per il 2005. A fare la parte del leone è chiaramente il sistema radiotelevisivo, che rappresenta il 35% del paniere (per un ricavo complessivo pari a 6,613 miliardi). Seguono la stampa quotidiana e periodica (29,9% per un valore di 6,613 miliardi), la pubblicità veicolata dai “mezzi cosiddetti non classici” (19,5% per 4,338 miliardi), l’editoria annualistica ed elettronica (2,019 miliardi) e il cinema (1,433 miliardi).
Il trend legato ai ricavi del Sic appare in crescita. Lo stesso calcolo del sistema riferito al 2004 mostra un valore di 21, 567 miliardi di euro. Nel confronto con il 2005 i mercati più dinamici risultano essere quello della radiotelevisione (+6,7%) e della pubblicità sui canali non classici (+2,7%); a distanza la stampa quotidiana e periodica (+1,4%).
"La quantificazione del SIC – spiega una nota dell’Agcom – è stato un processo articolato e complesso, che si è avviato con la esatta definizione del perimetro merceologico delle sette aree di attività economica e della natura delle dodici tipologie di ricavi, così come definiti dalla legge Gasparri".