Presentato da Amnesty International il Rapporto 2005 sui diritti violati. Italia rimandata
Diritti umani: un rapporto che sembra un romanzo. Ma è tutto vero
Un volume. 670 pagine edite dall’Ega a cura di Anna Ongaro per l’edizione italiana. Ma non è il frutto di un geniale scrittore e non si può chiamare romanzo.
È un libro che tratta, pardon, “urla” la violazione dei diritti umani subiti da donne, uomini e bambini in 149 Paesi.
È il “Rapporto annuale 2005” presentato da Amnesty International.
«Quando abbiamo cercato di fuggire, essi hano ucciso altri bambini. Hanno stuprato le donne. Erano felici mentre lo facevano, cantavano mentre le stupravano»: anche questo non è il passo di un romanzo. È solo qualche parola del racconto di una donna del Darfur; ed è solo di storie incredibili come questa che si occupa Amnesty.
Il milione e ottocento mila soci e simpatizzanti del movimento, indipendente da qualsiasi governo, ideologia politica, interesse economico o credo religioso, continuano a credere che denunciare serva a qualcosa e che anche la luce di una candela possa illuminare il buio.
Un buio pesto, che cala quando i lumi della ragione, della civiltà e dell’umanità si spengono, un buio fitto che fascia, stringe, soffoca i 37 Paesi in cui si sono registrate detenzioni senza accusa né processo; i 25 in cui sono state eseguite condanne a morte; i 75 dove è vietato esprimersi liberamente; i 10 Paesi in cui pubblici ufficiali si sono resi responsabili di “sparizioni”; i 13 Governi che hanno umiliato nei modi più diversi le donne; i 12 che, mediante legislazioni anti-terrore, hanno violato i diritti umani.
Questi sono solo numeri, un’appetibile assaggio del Rapporto presentato a Roma il 25 Maggio e riferito alla parentesi 1 gennaio- 31 dicembre 2004.
Basta spulciare per avere qualche parola in più.
Un esempio per tutti: Italia. Sfoglia. Il volume poggiato sulle gambe diventa più pesante. Sfoglia. Pagina 444: «Sono giunte ulterirori denunce di uso eccessivo della foza, maltrattamenti e abusi di stampo razziale da parte di agenti delle forze dell’ordine e di custodia, insieme a segnalazioni di decessi in circostanze controverse di arrestati e reclusi. […] I rom e alcune altre minoranze etniche hanno subito discriminazioni. […] La violenza domestica contro le donne ha continuato ad essere assai diffusa». Sfoglia…Sarebbe bello se il Rapporto pesasse anche sulle gambe di chi ha deciso che nel nostro Paese aumentassero del 16% le autorizzazioni alle esportazioni di armi da guerra in Malaysia, Turchia, Cina, India, Pakistan, solo per citare qualche nome.
Amnesty parla alla gente per destare una coscienza comune assopita e richiama i governi che, con le loro politiche anti-terrore, sono i primi a chiamare vendetta disattendendo la promessa di rendere il mondo un luogo più sicuro.
«Lo scarto tra retorica e realtà è rimasto profondo», si legge sul comunicato stampa, ed è l’unico commento accettabile.