LE effervescenti menti dei membri di Defective by Design , già attivi contro le tecnologie anticopia, stanno facendo salire il livello della mobilitazione.
Diffondendosi come worm nella rete, su forum, blog e chat la disapprovazione verso il DRM si è già evoluta nel desiderio di poter manifestare in piazza la voglia di una "liberazione della cultura".
Queste iniziative sono sfociate in un unofficial-day contro le restrizioni digitali. Il 3 ottobre 2006 centinaia di progetti e di manifestazioni hanno avuto luogo in molti diversi paesi per il primo Anti-DRM day. Una delle iniziative più importanti è stata la nascita di DRM.info, una piattaforma di informazione collaborativa interamente dedicata a descrivere e contrastare i potenziali pericoli del DRM (qui definito Digital Restriction Management). Attraverso questa nuova fonte di informazione, la Free Software Foundation Europe> vuole rompere il silenzio che circonda questa problematica, mettendo a disposizione di tutti uno strumento per capire l'impatto che queste tecnologie avranno sulla vita di tutti i consumatori. All'interno del sito il presidente di FSFE Georg Greve, evidenzia i quattro punti attraverso i quali ogni singolo utente può combattere personalmente la propria battaglia al DRM.
Ad argomentare sulle motivazioni che hanno portato alla realizzazione di questa iniziativa è intervenuto Ian Brown docente dell'Università di Los Angeles nonché esponente dei DbD: "Le società produttrici di contenuti multimediali dovrebbero abbracciare le nuove tecnologie digitali e invece molte tra queste tentano di mantenerci bloccati all'interno di dinamiche economiche che potevano andare bene nel secolo scorso, facendo uso di tecnologie che a lungo andare non permetteranno ai consumatori di rispettare appieno le normative sulla tutela del copyright".
Intanto sono già reperibili sul web sezioni che propongono un'esistenza senza DRM, è ancora il caso di DbD.