INTERNET Explorer è senza dubbio il browser di navigazione sul web più conosciuto e più utilizzato. Questo è un dato di fatto, come lo sono però anche le numerose falle che infestano l'ultima versione, Explorer 6, ammesse anche dalla stessa Microsoft. La diffusione praticamente mondiale espone i prodotti del gigante statunitense, com'è ovvio, ad una pressione maggiore e a maggiori attacchi da parte dei pirati informatici. Insomma, le figuracce sono inevitabili.
La grande facilità d'uso, forse una delle caratteristiche che ha portato al successo senza paragoni dei software Microsoft, ha come rovescio della medaglia una vulnerabilità che male si accorda con credibilità e sicurezza, due attributi indispensabili per una azienda del calibro della Microsoft. E proprio per una maggiore facilità d'uso era stata concepita ActiveX, una tecnologia che poteva essere attivata senza l'intervento diretto dell'utente: effetto-boomerang, questa tecnologia è diventata particolarmente semplice da usare anche per diversi hackers che di lei si sono serviti per entrare nei computer degli utenti.
Insomma, la Microsoft deve escogitare al più presto soluzioni efficaci, non tanto per il singolo problema quanto nel recupero di un'immagine a livello globale che si va minando. Infatti, come spesso succede quando a barcollare è un gigante del settore, già si stanno alzando voci dissidenti da parte di esperti di informatica e di addetti ai lavori, che consigliano di "mollare Explorer seduta stante, preferendo browser alternativi ma che nulla hanno da invidiargli in fatto di semplicità e funzionalità". Qualche nome? Mozilla, Firefox e Opera.
Tutto ciò, ovviamente, viene seguito con interesse e una punta di acida soddisfazione da parte della concorrenza, ridotta per la verità al lumicino da quando (ed è un quasi un ventennio) Microsoft praticamente monopolizza il mercato. Chissà se con le defaillance di Bill Gates potrebbero aprirsi scenari nuovi ed inaspettati per qualche vecchia gloria del web, un nome per tutti, Netscape?
