Sorprese senza fine: dopo Wall Street e Gmail arriva Google Print ed è destinato a sconvolgere gli equilibri del mercato dei libri online
Google Print, la biblioteca fatta in casa
di Daniela Cannistraci
09/10/2004
SI chiama Google Print ed è il nuovo accuratissimo servizio di ricerca di libri online scaturito dalla fervida fantasia di Larry Page e Sergey Brin, i papà del famoso motore di ricerca.
La particolarità di Google Print consiste nella possibilità offerta agli utenti, una volta inserita una parola chiave riguardante l’argomento a cui sono interessati, di visualizzare, non più il solo titolo del libro, ma le pagine specifiche di libri che contengono quelle esatte parole, parole che Google Print avrà anche avuto l’accortezza di evidenziare. Ma non è tutto: sempre in queste pagine gli utenti potranno avere, oltre ai link tradizionali, anche ulteriori informazioni sul libro, sull’autore e sull’editore. Una volta deciso se il libro indicato da Google Print è adatto alle proprie esigenze, gli utenti potranno acquistarlo e con un “clic” saranno inviati direttamente al sito di uno dei molti negozi online (sempre indicati nelle pagine della ricerca), tra cui figura anche Amazon.com, e la scelta di menzionare proprio Amazon è stata vista da molti come la volontà di Brin e Page di smentire che il progetto Google Print sia stato creato appositamente per attaccare il leader attuale del settore librario online.
Attualmente Google Print non ha ancora a disposizione molti testi nel suo archivio ma si sta muovendo in tal senso, cercando di invogliare le case editrici, grandi o piccole che siano, ad inviare i propri volumi per poterli così digitalizzare ed inserire all’interno della sua libreria: proprio per questo è stato creato anche il”Google Print publisher page”, dove gli editori possono trovare le informazioni necessarie per inviare i libri e chiarire ogni tipo di dubbio.
Quanto ci guadagna Google in tutto questo? In popolarità e fama sicuramente molto ma nulla dalla vendita dei libri. Su questo punto infatti il motore di ricerca è molto chiaro: avrà un guadagno solo dagli “ad links”, ossia dai link sponsorizzati che si trovano alla fine delle pagine consultate dagli utenti e che in pratica sono degli annunci pubblicitari sotto forma di link.