Tanti auguri Corriere della Sera! Un quotidiano che è presto diventato un’istituzione nella penisola italiana, festeggia il suo 130esimo anniversario. Enzo Biagi, in un articolo apparso il 5 marzo – data esatta della prima uscita in edicola, nel lontano 1876, quando il quotidiano costava ben 5 centesimi di lira – lega al giornale milanese tanti ricordi legati alla storia e alla sua vita, non soltanto professionale. Lui, ancora ragazzo, sognava di diventare giornalista. E intanto divorava le pagine del Corriere, fantasticando sulla sua firma tra quelle pagine. Il sogno si è avverato, ed è proprio lui – il grande Enzo – a scrivere il pezzo d’augurio per il Corriere in questa data importante.
Attacca così: “Centotrent’anni e, come diceva mia madre riferendosi ai suoi 80, mi viene la battuta: vi sembrano pochi? Io credo che questo secolo e quasi mezzo del Corriere sia lo specchio onesto, con i compromessi imposti da due guerre e da una dittatura, delle vicende del mondo”.
Nulla di più vero, nulla di più vicino all’identità del giornale che già dal primo numero aveva voluto chiarire la sua posizione nei confronti di quello che sarebbe diventato il suo pubblico di lettori: «Pubblico, vogliamo parlarti chiaro... Ormai tu non ti lasci gabbare dalle frasi... La tua educazione politica è matura. L’arguzia, l’esprit ti affascina ancora, ma l’enfasi ti lascia freddo e la violenza ti dà fastidio». Senza enfasi, la caratteristica del Corriere, e come commenta Enzo Biagi: “Pare scritto oggi”. Quale miglior festeggiamento per un giornale, se non con un articolo tra le sue stesse pagine. A firma di un ragazzo che sognava di fare il giornalista, che ha realizzato il suo sogno e non solo: è riuscito a diventare un raro esempio di equilibrio e indipendenza di questa professione.
