E' UNA COSA SERIA fare il comico. Soprattutto oggi. E soprattutto in Italia. Strano però che di questo ne abbiano più coscienza di noi i giornalisti del Times che, da migliaia di chilometri di distanza, hanno incluso Beppe Grillo nella lista annuale "Gli eroi europei del 2005", dedicata a tutti coloro che si sono distinti per coraggio e determinazione nell'affrontare avversità spesso evitate da tutti.
La lista è davvero eterogenea: accanto a Grillo compare un'altra italiana, la presidente dell'Associazione antiracket San Giovanni per la legalità a Napoli, Silvana Fucito, ma anche Bob Geldof, per il suo annuale impegno nell'organizzazione del Live8, il festival internazionale dedicato all'Africa, Placido Domingo, per le numerose attività di beneficienza e anche gente sconosciuta come Jeff Porter, il conducente della metro londinese che portò i suoi passeggeri in salvo dopo l'attacco terroristico del 7 luglio.
Al comico genovese è stato riconosciuto il merito di aver utilizzato in modo "seriously funny" (seriamente divertente) il suo humour imbattibile per denunciare i mali della società e della finanza italiane, andando a rimestare acque falsamente placate per far emergere tutte le falsità sommerse da certa classe politica. Viene a questo proposito citato l'esempio del caso Parmalat di cui Grillo parlava nei suoi spettacoli già due anni prima dello scandalo 2003, o il caso Bankitalia, su cui il comico gettava l'ombra del dubbio già da dieci anni. Da non dimenticare poi l'opera continua e instancabile di critica e sensibilizzazione che Grillo compie quotidianamente attraverso il suo blog, il ventisettesimo nella classifica dei 18 milioni di blog più visitati nel mondo e l'unico italiano tra i primi cento. Anche qui un vero successo.
Nel suo blog vengono affrontati svariati problemi, viene data voce a gente che altrimenti non verrebbe mai ascoltata (come i ventiseimila milanesi che lottavano contro la costruzione di un palazzo della Regione Lombardia al posto di un parco e che grazie al blog di Grillo sono riusciti ad evitarlo) e vengono svelate le mille falsità che l'informazione ufficiale veicola quotidianamente. Grillo è un grande ammiratore di Internet, che lui vede come una vera rivoluzione nel campo dell'informazione, come lo strumento per liberarsi finalmente dalla tirannia delle mediazioni per arrivare direttamente alla fonte della notizia. L'ultima salvezza quindi per la libertà di informazione.
Un grande successo quindi per Beppe Grillo, e una grande sconfitta per l'Italia, paese in cui si realizza in maniera sempre più evidente e minacciosa quello strano capovolgimento di ruoli per il quale la classe dirigente, gente cosiddetta seria che dovrebbe governarci, si rivela talmente inaffidabile e tristemente grottesca nella sua inadeguatezza al compito, che un uomo, comico per mestiere, si distingue e viene lodato per la sua serietà.
