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di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
La casa di produzione del gioco, accusata di discriminazione, si scusa per il suo comportamento
La battaglia del “Warcraft world” è vinta dai gay
di Luisa Bianco
16/02/2006
LA BLIZZARD, casa di produzione del famosissimo gioco di ruolo “Warcraft world” è stata accusata da una associazione che difende i diritti degli omosessuali di discriminazione, infatti ha annunciato di voler cambiare il proprio atteggiamento nei confronti delle squadre composte da giocatori gay dopo le innumerevoli proteste da parte dei 5 miloni di utenti che ogni giorno partecipano al gioco che ha come obiettivo quello di combattere contro dei mostri ed aumentare la propria capacità.
Scopo del gioco: coloro che vi prendono parte possono scegliere di impersonare un ruolo tra maghi, guerrieri, paladini o druidi, si riuniscono in congreghe (gilde) con cui si aiutano per il raggiungimento di uno scopo comune.
Ed è stata proprio una di queste gilde al centro dei dibattiti: La LTGB Friends (Lesbo, Gay, Bisexual, Trans) inaugurata da una ragazza di nome Sara Andrews e l’aveva dedicata a tutte le “minoranze sessuali” presenti nel gioco. L’iniziativa era stata bocciata dagli altri partecipanti e così la Blizzard l’aveva subito bloccata.
L’associazione Stonewall, che dal 1989 si occupa della difesa dei diritti dei gay, si era dichiarata “schifata” per l’accaduto soprattutto perché il gruppo di gioco era stato censurato sul nascere e dunque ciò era stato visto come un vero e proprio atto discriminatorio. La Blizzard è stata così accusata di razzismo e per cercare di “salvare la faccia” si è scusata, via e-mail, con Sara Andrews e ha dato la possibilità agli appartenenti della LTGB Friends di partecipare al gioco senza più problemi. Atto poco dignitoso, soprattutto perché fatto solo dopo l’accaduto e con la speranza di non perdere altri giocatori, anche essi indignati dal comportamento di un’azienda che produce intrattenimento.