I ragazzi della Locride continuano la lotta contro la criminalità. In un blog
In Rete, contro l'omertà
“E ADESSO ammazzateci tutti”: è uno striscione in capo al corteo.
“Abbiamo riscoperto la capacità di indignarci”: è quello che rimane fluttuante nel web.
Dopo
l’omicidio del vicepresidente della Calabria Francesco
Fortugno,
i ragazzi del sud non si fermano.
Hanno continuato a camminare in gruppo il giorno dei funerali, calcando
forte i piedi sulle strade della locride. Oggi continuano a camminare
nello spazio di tutti, con
un blog lanciato
nella rete grande quanto il mondo. Un modo per non scomparire. Per
continuare a parlare nell’altra vita che si crea quando riflettori e
attenzione pubblica si spengono. Un modo per tentare di tenere uno
spiraglio aperto nel sipario del sud.
“Ne vogliamo parlare con tutti voi, chiedendo il vostro aiuto e di non abbandonarci a noi stessi”, c’è scritto. Per non puntare su off il microfono che, per accendersi, ha avuto bisogno del sacrificio di un uomo.
E “Un’Italia che non li abbandona c’è”, o perlomeno così ha detto il presidente della Repubblica Ciampi.
A due settimane di distanza dall’accaduto, con un blog è
Repubblica.it a permettere ai giovani della locride di essere dimenticati un po’ meno facilmente del solito.
“Le nostre poderose armi sono le nostre voci,
piedi e corpi di persone impegnate e unite, che camminano senza sosta
verso una giusta meta…”: ultimo rigo, intervento delle 14 e 48.
“Contro chi bisogna lottare?”: quattro parole e un grande punto interrogativo.