Dilaga la moda di scambiarsi messaggi wireless: è il "toothing"
Imbranati con le donne? Bluetooth, e parti di slancio
“ACCENDI il blutùt che ti passo un fàil compresso, poi me lo giri per mèil e lo metto in meilinglìst”. Siamo sull’autobus, ora di pranzo. Due giovani liceali con l’alito di pizzetta rossa, la maglietta frollata di sudore e la vita dei pantaloni all’altezza delle caviglie dialogano. Una signora li guarda come farebbe un bambino del deserto Sahariano davanti ad una piscina hollywoodiana con fontanella.
Il bluetooth è un sistema di trasmissione di dati senza fili (wireless). Si sta diffondendo grazie alle applicazioni sui cellulari (scambio di file tra cellulari, uso di periferiche come gli auricolari, collegamento e “sincronizzazione” con il computer) e dei computer (tastiere senza fili, mouse e tutto quello a cui si può togliere il cavo).
Ora, per configurare tale “canale”, bisogna inserire un codice nel dispositivo (nel nostro caso di interesse un cellulare) e poi “aprirlo”. Tramite l’opzione “ricerca dispositivi bluetooth” l’ apparecchio ci segnala se ci sono utenti con il canale aperto.
Due più due fa quattro. Tutti i virtual disadattati del mondo hanno visto in prospettiva la tecnologia, immaginandosi un enorme “chat” in treno, metro, sul bus, per strada. Basta trovare i dispositivi lasciati aperti e mandare un messaggio.
Inizialmente la notizia del “toothing” fu una
“Hoax”, una classica bufala da web (come i gatti “bonsai” a cui ancora oggi molta gente crede). Due anni fa un giornalista britannico diffuse attraverso un sito la pratica come se fosse già diffusa. La Reuters, The Guardian, la Bbc caddero nel tranello. Lo stesso artefice della “Hoax” un anno dopo ammise con una confessione on line che lo aveva fatto solo per creare un nuovo tormentone per gli approcci sessuali.
Gabriele Petino, 32 anni, un dj di Milano, ha detto alla Reuters che quando la storia emerse per la prima volta nel 2004 provò il sistema."Ho provato nei sotterranei e nei pub e ho trovato molti cellulari aperti con il bluetooth”. Degli uomini a Dubai hanno usato la tecnologia per contattare donne in uno spazio pubblico in accordo con il sito web della Bbc. “Nel nostro paese non si può andare e parlargli direttamente” dice all’emittente pubblica Ahmed Bin Desmal. “Invece il messaggio è stato gradito, hanno preso il mio numero e ci siamo risentiti.
All’ “Elephant” di Milano, i “toothers gathers” (i sacri guardiani dell’accesso alle porte del magico mondo della tecnologia senza fili bluetooth, per dirla all’italiana) una volta a settimana spiegano il sistema ai principianti. Nomi in codice (nick) come “Cinghiale” “dolcecattiva” o i più tristi “Nokia 6600” iniziano a scambiarsi messaggi. Nel giro di pochi giorni, quello che nacque come uno scherzo raggiunse le proporzioni di una mania, con 40 persone che digitavano come un moccioso delle medie alle prese con la prima cotta via cellulare.
Ancora non ci credete? Fatevi un giro su la community
www.bluetoothing.it. Uno dei partecipanti dice: “È un modo di divertirsi, un'altra maniera di incontrarsi”.
Chiudiamo con una riflessione. Che fine faranno gli approcci che tante risate ci hanno fatto fare? Dove andranno a finire i fumatori dell’ultima ora che, paonazzi in volto, con la voce tremolante e la mano sudata andavano dalla bellona e dicevano “scuschec’avrestiunasigarettpfavvore?”. Ricordiamo con nostalgia Carlo Verdone in “Viaggi di nozze” che, recitando il ruolo del coatto incallito Ivano scrive un bigliettino di approccio: “La trovo molto stupenda”. Ora basterà inviare un pensiero del genero con il bluetooth.