Oltretutto, Google mette in rete soltanto testi di cinque biblioteche, quattro americane e una inglese, e non dà garanzia di qualità di tutto il resto, perché si limita a ”pescare” quanto disponibile on line; cioè tutto, quindi solo raramente materiale di particolare pregio. Bricks lavora invece molto meglio sulla qualità della ricerca, semantica, e permette sistemi di navigazione avanzati; è anche mosso dalla tutela del diritto d’autore, grazie al DRM, Digital Right Management.
L’opposto di Google, che ha praticamente distribuito libri gratuitamente e che, al contrario di Bricks, non può omogeneizzare i sistemi informativi in uso da parte di biblioteche, musei e istituzioni, creando così un sistema di accesso unificato. Un middleware, questo il nome specifico, che dia margini di azione alle istituzioni coinvolte, permettendo loro di decidere quali sono i contenuti gratuiti e quali quelli a pagamento. Notevole il fatto che sarà l’italiana Engineering a coordinare il lavoro di partner come il Cern di Ginevra, il tedesco Fraunhofer Institut, il Politecnico di Losanna, l’Heritage di San Pietroburgo e le università di Sheffield, Vienna, Atene, Firenze.

Drm - punto di vista di "Software Libero"
Drm - punto di vista di Microsoft