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di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
ARRIVA dalla Russia una delle ultime (seppur piccole) scoperte nel campo dell’ hi-tech. L’entomologo Gleb Medvedev, dell’Accademia russa delle Scienze, ha scoperto una particolare membrana antivento ricavabile dai bozzoli di un bruco parassita. Il ricercatore russo ha diffuso la sua scoperta attraverso uno studio pubblicato sulla nota rivista internazionale Entomological review.
LA MEMBRANA ricavabile dalla Metcalfa pruinosa (questo il nome del bruco), può essere utilizzata, ad esempio, per produrre dei tessuti traspiranti che proteggono dagli agenti atmosferici. Da notare anche la notevole diffusione del bruco grazie anche alla possibilità di essere ospitato da più di 200 piante. La Metcalfa pruinosa è di colore grigio scuro ricoperto da una cera bianca; il maschio è lungo all'incirca 8 mm e si sposta con rapidi salti o piccoli voli. Èfacile notare la sua presenza a causa della secrezione di cera bianca che lascia sulla vegetazione che lo ospita.
ATTRAVERSO lo studio pubblicato su Entomological review, Medvedev ha spiegato il percorso di studi che lo ha portato alla scoperta. “Ci siamo convinti che la straordinaria capacità isotermica della Metcalfa è dovuta a una rete di micropori che lo compongono. Questa caratteristica permette al corpo della larva di traspirare verso l’esterno impedendo l’azione contraria”. Proprio attraverso questa scoperta, i ricercatori hanno realizzato un modello replicabile in laboratorio che permetterà di ricavare la membrana.