Mediazone - Magazine di Comunicazione e Media - www.mediazone.info
MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento
di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
LA 59° edizione del Festival di Cannes volge al termine. Il 28 maggio è andato in scena l’ultimo atto di una manifestazione che non incanta più e che si aggrappa come può a paillettes e lustrini da presentare sulla vetrina della Croisette. Un pubblico assuefatto, un Festival che ricorre ai film scandalo per far parlare di sé e star pronte a dar bella mostra delle ultime collezioni di stilisti prestigiosi. Ma la mostra francese del cinema è fatto anche di film, per fortuna. E uno di questi, in corsa per la Palma d’Oro, è italiano: Il Caimano di Nanni Moretti.
FRANCIA – Lo scorso 23 maggio il "Moretti’s day", con proiezione del film, consueta accoglienza di circostanza dei critici al mattino e consensi più calorosi al primo pomeriggio e con il gala serale che regala cinque minuti di applausi e il regista che saluta a pugni alzati. The day after il Nice Matin scrive: “Moretti 1-Michael Moore 0”, con riferimento all’autore del documentario su George W. Bush. “Berlusconi, satire à l’italienne. L’Italie a perdu” titola Le Figaro pubblicando l’intervista con il regista del Caimano molto amato in Francia, tra i favoriti del Festival, lo stesso vinto cinque anni fa con La stanza del figlio.
STATI UNITI – Il Washington Post fa di meglio. Nell’articolo di William Booth si legge “If Michael Moore Helped Tip an Election, He’d Be Nanni Moretti” riconoscendo al regista italiano il merito di aver influenzato l’esito delle elezioni, meglio di quanto abbia fatto Michael Moore con il suo Fahreneit 9/11. Il quotidiano, difatti, nota come ad un mese esatto dall’uscita nelle sale italiane de Il Caimano il centrodestra capeggiato da Berlusconi sia stato sconfitto, se pur di misura dal centrosinistra di Prodi. Le armi sfoderate da Moretti in un film che oltre a politico è anche comico, regalano al nostro rappresentante a Cannes l’appellativo di “George Clooney italiano” che per amor della patria, al pari del divo di Hollywood, di Barbra Streisand e altri importanti divi si fanno portavoce dei democratici. Un ruolo che in Italia spetta di diritto al regista Nanni Moretti e condiviso con Roberto Benigni.