Un giovane di Arezzo inchioda dei criminali grazie agli scatti del telefonino
Fotocellulari: l'arresto è "un gioco da ragazzi"
TESTIMONI CON IL CELLULARE si può diventare, non serve essere professionista o esperto di tecniche particolarmente sofisticate. Basta un click e il gioco è fatto. Certo l’importante è essere al posto giusto al momento giusto. Questo è quello che è accaduto ad un ragazzino di Arezzo, che la sera del 3 novembre 2005 ha scattato dalla sua finestra alcune foto con il suo telefonino, inquadrando colore, modello e targa dell’auto, sulla quale dei malviventi stavano caricando stecche di sigarette e valori bollati e poi ha chiamato la polizia. Le sue foto hanno contribuito alle indagini, e al successivo arresto di uno dei quattro ladri.
Ma non sempre a foto scattate con il cellulare corrispondono ladri arrestati.
I camera phone possono denunciare la microcriminalità. Possono essere usati per il giornalismo.
Ci permettono di essere testimoni con prove schiaccianti di grandi eventi, come l’attacco aereo al World Trade Center di New York, che ha causato l’annientamento delle
Torri Gemelle o di catastrofi naturali come lo
Tsunami nell’oceano indiano; o ancora, ci danno la facoltà di possedere immagini degli
attentati di Londra, che mostrano cosa fosse successo nelle gallerie e rappresentano dunque esclusiva testimonianza visiva.
I telefonini con fotocamera incorporata possono renderci testimoni oculari in un preciso attimo, in un preciso dove. Ma questa possibilità di imbatterci casualmente in un fatto, e della successiva possibilità di diventare informatori o reporter può degenerare.
Il cellulare così si trasforma in uno strumento pericoloso. Si può fotografare di nascosto e poi diffondere in rete. Ad esempio in Canada un
giovane di 20 anni, è stato arrestato e condannato a sei mesi di carcere e all'interdizione per due anni dall'uso di cellulari e computer, per aver diffuso in Rete le foto, scattate col suo telefonino, della sua giovane fidanzata diciassettenne nuda.
I camera phone dunque facilitano la distribuzione di materiale pedo-pornografico ed anche di materiale pornografico fra minori.
Nel Regno Unito alcune persone hanno usato la fotocamera del cellulare per catturare immagini di bambini nei bagni pubblici. Molti consigli provinciali in Britannia hanno proibito così i telefonini nei bagni pubblici e questi stessi provvedimenti sono stati subito imitati in Nuova Zelanda.
L'uso indiscriminato dei camera-phone, preoccupa anche le
scuole in Norvegia. Infatti alcuni insegnanti pretendono il divieto assoluto nelle scuole dei telefonini dotati di macchina fotografica. Va di moda ormai fotografare studenti nei bagni o negli spogliatoi per eventuali ricatti o per il solo gusto di “prendere in giro”.
La gente sembra impazzita, sembra goderci delle disgrazie altrui, che nel momento in cui qualche individuo ha deciso di ricorrere alla via d’uscita del suicidio, tutti sono pronti ad osservare e riprendere con i loro telefonini l’evento, anziché chiamare le Autorità.