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Attualità

Il presidente dello Stato Ciampi ribadisce la necessità di assicurare la par condicio nei media in vista delle prossime elezioni

Ciampi alla Rai: “Vigilanza attiva” per una comunicazione democratica

di Caterina Altamore
23/01/2006

Carlo Azeglio Ciampi

NUOVE ELEZIONI e nuove immediate polemiche. Il via viene dato dalla necessità di assicurare la parità all’interno dei media per le varie parti politiche. Interviene il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, che chiede al Parlamento Italiano, parlando alla commissione di controllo sulla Rai nella persona del presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Paolo Gentiloni, di esercitare la massima “vigilanza attiva” in questa campagna elettorale, contro eccessi o abusi di radio e tv pubbliche, allo scopo di tutelare la democrazia in vista delle imminenti elezioni.

Le parole del Presidente vengono inserite all’interno di un contesto mediatico in cui è possibile riscontrare un Berlusconi-prezzemolino intento a raccogliere consensi in varie trasmissione televisive, telefonando a questo o quel conduttore nella speranza di poter destare l’interesse di un elettorato ormai sopito, o meglio stanco.

Il tono allarmistico usato da Ciampi la dice lunga sulle sue preoccupazioni e sulla necessità  di tutelare la “Libertà di parola e d´informazione che sono l´essenza di quel complesso di valori che noi comprendiamo nella parola libertà. Su questo punto si gioca la democrazia nel nostro Paese”. Aggiunge il Capo dello Stato: “Attraverso la Rai, la vostra sia una vigilanza attiva per far sì che la sostanza, al di là di quelle che sono le norme scritte, venga rispettata in tutte le trasmissioni, al di là di quelle che sono strettamente elettorali, ma proprio per le presenze nella varie trasmissioni di intrattenimento o di altro genere che la Rai fa. Sia una vigilanza attiva - ripete il presidente - e per questo mi raccomando a voi per l'interesse di una regolare e libera campagna elettorale”.

Assensi e ringraziamenti non potevano mancare tanto da destra che da sinistra, rivolti con dedizione a Ciampi, guardando contemporaneamente con diffidenza la parte avversaria. Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, si compiace del “sacrosanto appello”, anche se forse ha dimenticato di conteggiare prima le numerose apparizioni del Cavaliere. Piero Fassino, segretario dei DS ringrazia ponendo l’accento sulla situazione di allarme a cui tale messaggio rinvia e sull’incapacità della sinistra italiana di trovare uno spazio rilevante all’interno dei media.

Sembra un po' “Se non so farlo io non lo devono fare neanche loro. E poi noi al massimo andiamo a “C’è posta per te” ad incontrare la nostra vecchia tata”. Intanto continua quella che è stata definita dai DS “occupazione militare della Rai da parte del centro destra”.

Il consigliere della Rai Sandro Curzi, dopo le parole del Capo dello Stato afferma: “Dobbiamo essere tutti grati al presidente della Repubblica Ciampi per l’appello, di alto valore democratico ed etico, che oggi ha lanciato affinché venga rispettato il pluralismo e un effettiva equità informativa, specie in campagna elettorale. Gli dobbiamo essere grati per la solennità e la saggezza con cui ha voluto porre l'accento sulla questione, centrale nella vita democratica di un paese, proprio nel giorno in cui un altro vertice istituzionale, il presidente del Consiglio, dava platealmente riprova di non tenere in nessun conto le più elementari regole della democrazia, del rispetto delle altrui opinioni e del carattere pubblico della Rai.” Sarcasmo? E come non farne...

Il Presidente del Consiglio di certo non era in casa, o non è stato avvisato del discorso effettuato da Ciampi. Così come non ha ancora preso atto né del messaggio alle Camere del 2002 ( “Parametri d´ogni riforma devono essere”, disse allora alla vigilia della legge Gasparri, poi bocciata, poi corretta e controfirmata, “I concetti di pluralismo e imparzialità, diretti alla formazione d´una opinione pubblica critica e consapevole, in grado di esercitare responsabilmente i diritti della cittadinanza democratica” ); né del messaggio alle alte cariche dello Stato prima di Natale ( nel quale invitava a “Vigilare perché le libertà politiche e civili siano sempre effettive”.) La speranza resta quella che prima o poi qualcuno di buon cuore lo avvertirà.

Il cittadino-elettore come al solito risente di tutto questo, tempestato di messaggi e confuso. Sempre più incapace di prendere posizioni definite all’interno di quello spettacolo (quasi circense…) che la politica è diventata. I media dal canto loro amplificano le tendenze in atto, i giornalisti sono semplici portavoce di questo o di quel politico, e i programmi elettorali non sono altro che dei piani di battaglia su cui mettere una X per ogni attacco andato a buon fine. E siamo solo all’inizio…

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