SULLA QUESTIONE, era intervenuta, lo ricordiamo, la “Commissione per l’assetto del sistema radiotelevisivo” presso il Ministero delle Comunicazioni, incaricata di effettuare un’indagine conoscitiva.
Il caso è quello denunciato dalla trasmissione in onda su RAI 3, “ Report”, del 30 aprile scorso, nella quale si era affrontato il tema dei servizi offerti dalla compagnia telefonica H3G per quello che concerne i contenuti video, accessibili attraverso i telefonini, nei quali ci sono anche foto e video hard, alla portata dei minori.
L’H3G, infatti, ha formalmente richiesto di essere sentita dalla Commissione ministeriale, annunciando, tra l’altro, che avrebbe fornito un “apposito dossier comparativo sui sistemi di protezione messi in opera anche dai principali concorrenti”.
Il dossier in questione considera l’accessibilità dei servizi web di Telecom Italia, di Vodafone e quelli di Wind.
In particolare, su “Rosso Alice”, aprendo la sezione Vanity, si accede ai servizi “playboy, sexi show, adult xxx”. Sulla piattaforma Vodafone www.190.it., possiamo servirci dei "preziosi consigli" di “ Eva Henger”, mentre sul sito Wind si può Wappare tra tanti canali Eros e Hard, tutti di facile accesso.
Il dossier preannuncia forse una guerra tra gestori? No, visto che di certo un accordo lo troveranno. Il sesso digitale, per coloro che operano nel settore più avanzato della tecnologia rappresenta, pur sempre, una irrinunciabile fonte di guadagno.
Questo lo sapevamo già. Non sapevamo però che i quattro gestori hanno firmato, volontariamente, un Codice di condotta per l’offerta dei servizi a sovrapprezzo e la tutela dei minori, nel quale si impegnavano a fare in modo che “la fruizione dei servizi avvenisse nel rispetto della tutela della protezione dei minori”.
