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MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento
di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
L’EVOLUZIONE dei computer non conosce limiti. Un’attuale innovazione potrebbe essere obsoleta entro pochi anni ed ormai stare al passo con i tempi della tecnologia è una cosa pressoché impossibile. Basti pensare che c’è chi sostiene che intorno al 2050 il computer avrà una sorta di cervello (simile a quello umano) che gli permetterà di immagazzinare e di lavorare con una mole di dati grandissima.
NATURALMENTE questa nuova suggestione è frutto di un’ipotesi, ma se a farla è Ian Pearson, ricercatore del dipartimento di futurologia di British Telecom, allora è probabile che qualcosa di vero ci sia: fra quarantacinque anni probabilmente sarà possibile scaricare tutta la nostra memoria dentro al “cervellone” del nostro computer. Niente rimarrà fuori, e il nostro caro Pc immagazzinerà pensieri, ricordi ed emozioni.
ADDIRITTURA c’è già un esempio tangibile di questo progetto: la nuova Playstation 3. Secondo Pearson “la famosa consolle della Sony, che presto uscirà anche in Italia, è in grado di elaborare dati come l’1% del cervello umano; è plausibile che la Playstation 5 sarà potente quanto un cervello umano”.
SICURAMENTE questa “innovazione” è destinata a far discutere e a creare scalpore sia nel mondo della ricerca sia fra i civili. Si discuterà sicuramente del limite etico delle ricerche e ci si chiederà fin quando può spingersi la ricerca; e, come al solito, non ci sarà una risposta univoca ma tante voci che la penseranno in maniera diversa. Da oggi chi immagina un futuro fatto di uomini e macchine che convivono avrà una tesi che appoggia la propria immaginazione.