ANCORA nelle mani di pochissimi le risorse economiche nel sistema radiotelevisivo italiano.
E’ uno dei passaggi più importanti della relazione annuale del
Garante per le Comunicazioni Enzo
Cheli, la sesta e ultima del suo mandato, in scadenza.
Nonostante il positivo sviluppo – ha sottolineato Cheli - di piattaforme alternative all’offerta analogica, in primis la satellitare Sky, l’intero sistema resta vittima della concentrazione del 86,5% della raccolta pubblicitaria e il 74,3% dei ricavi nel duopolio Rai-Mediaset.
Sono tanti i punti toccati dal Garante nel suo documento, una vera e propria riflessione sull’attività dell’Autorità di garanzia dopo sei anni di lavoro, quasi un bilancio.
Intenso il lavoro dell’Autorità negli ultimi mesi: ci sono stati interventi in materia di controllo delle posizioni dominanti (entro luglio ci sarà la decisione sui provvedimenti da adottare nei confronti di Rai e Mediaset), vigilanza sulla Rai (specie in materia di par condicio) e tutela dei minori. Su quest’ultimo punto in particolare sono 35 le segnalazioni trasmesse all'Autorità dal Comitato TV-minori, con l'approvazione di 8 ingiunzioni e 17 contestazioni relative a programmi pornografici, violenti o nocivi per i bambini.
Ancora, Cheli afferma la necessità di intervenire, a tre anni dalla legge 62 sull’editoria, con “un nuovo intervento organico diretto, in particolare ad aggiornare, la disciplina della rete distributiva, delle agevolazioni, dell'editoria elettronica". E sottolinea il positivo calo dei prezzi nel settore della telecomunicazioni dovuto all’aumento dell’offerta dei servizi: meno 46% all’ingrosso e 10% al dettaglio, al netto del dato di inflazione. "Pur con le lacune che tuttora sussitono e che vanno colmate, la liberalizzazione in Italia non è più 'zoppa', ma comincia ormai a camminare bene sulle sue gambe". E l’avvio dell’Umts porterà a un’ulteriore sviluppo del settore.
Il garante conclude affermando la validità del modello di organismo tracciato dalla legge Maccanico. Ma con una lamentela: mentre sono praticamente raddoppiate le competenze dell’organismo dopo l’approvazione della riforma Gasparri (che gliene assegna ben venticinque) e di cinque direttive Ue in materia di telecomunicazioni, le risorse messe a disposizione dalla Finanziaria sono state ridotte del 12%.