Il 27 maggio a Napoli incontro "Il comunicatore si fa male": l'importanza della comunicazione per l'impresa
La comunicazione è un' "Impresa"
IL ruolo della comunicazione è fondamentale all’interno di un’impresa, per creare e gestire nel tempo un’immagine prestigiosa e un marchio di qualità, associato ad un branding vincente.
"IL comunicatore si fa male” il 27 maggio a Napoli, Palazzo Venezia, ore 16: Rinunciare ai “rumori di fondo” per cogliere l’essenza del ruolo del comunicatore, regolamentato da leggi forse poco conosciute e applicate in Italia ma pur presenti; ricordare che il compito di ogni réclame non si esaurisce nel ricorso alle tecniche di persuasione, ma deve avere alle spalle un progetto vincente, socialmente riconosciuto e scientificamente fondato.
Il mondo dell’impresa riconosce a pieno titolo il ruolo della comunicazione quale strumento imprescindibile per snellire il lavoro, garantire la competitività e coinvolgere nel processo di cambiamento e miglioramento il personale, i fornitori e i clienti.
L’obiettivo cui deve tendere una comunicazione chiara e trasparente di come, cosa, quanto e perché sostenere il prodotto aziendale è di avere più e migliori clienti in Italia e all'estero, attraverso una riduzione sensibile dei costi e dei tempi di ideazione, produzione e consegna di beni e servizi, e quindi dei prezzi.
Questi punti non sono una novità nell’azienda tradizionalmente intesa, ma rappresentano la chiave per rendere vincente il prodotto su Internet, con qualche novità. Internet diventa per l’azienda un mezzo utile per comunicare il proprio branding, un canale forte di visibilità, in quanto l’immediatezza e la onnipervasività della tecnologia virtuale consentono potenzialmente di ottenere, con sforzi economici esigui, una vera e propria “finestra sul mondo” per le iniziative aziendali.
C’è però un rischio, paventato da più parti, sia da direttori di aree marketing che da semplici cittadini informatizzati, che si sviluppa in due modi. Da un lato, c’è il rischio di dequalificare Internet, riducendolo ad un banale veicolo di informazione pubblicitaria. Addirittura, sarebbe oggi disponibile una tecnologia che consentirebbe di bloccare i contenuti, e vedere solo pubblicità.
Dall’altro, c’è quello di svilire il ruolo della comunicazione, che diviene una spesa per l’azienda piuttosto che un investimento, se non condotta con riferimento a criteri coerenti e logici, che sono quindi non finalizzati ad uno scopo, ma autoreferenziali. Con un fondamentale svantaggio, nel lungo periodo: quello cioè di veder delegittimata dai suoi stessi clienti l’impresa che si limita ad autoelogiarsi; clienti che, potendo oggi gestire margini di interazione più forti tramite i canali digitali, sono, devono essere sempre più oggetto di studio delle indagini di mercato e al centro dell’attenzione dei manager.
I pubblici sono esaminati con aspirazioni alla scientificità nei metodi di ricerca, ad esempio analisi dei blog, dei gruppi di discussione e dei motori di ricerca, tutti organi vitali e pulsanti del “corpo Internet”, da sondare con cura.
Dunque: bisogna riflettere su come valorizzare le potenzialità della comunicazione e volgerle in positivo, ricordando che l’informazione è un valore e non una zavorra che l’utente è condannato a portarsi sulle spalle; che il marchio che eccelle e che dura nel tempo è fatto di qualità e non di ciarpame. E’ un obiettivo e anche un valore etico, per chi svolge il suo ruolo con responsabilità; è il tema di un convegno,