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Attualità

L'addio a Marlon Brando, l'ultimo grande ribelle di Hollywood

L'ultimo tango di Marlon

di Daniele Ministeri
03/07/2004

La vita
Era il lontano 1924 quando ad Omaha, in Nebraska, nasceva uno dei più grandi attori di questo secolo: Marlon Brando.
Figlio di un commesso viaggiatore alcolizzato e di un'attrice di scarso successo, come molti non trovò subito la sua strada.
All'inizio tentò la carriera militare entrando in accademia. Ma già lì la sua vita da eterno ribelle prendeva forma, finendo per farlo espellere come troppo indisciplinato.
La sua prima apparizione in palcoscenico è datata 1944 con "I remember Mama"; in quel periodo si divideva tra teatro, un lavoro da cameriere e qualche bottiglia di troppo.
Poi l'incontro con Elia Kazan e l'actor's studio, nel quale apprende il metodo Stanislavsky.

Il cinema
Nel 1951 il successo con il film: "Un tram che si chiama Desiderio" nel quale, con la regia di Kazan, interpretò il ruolo del bruto Stanley Kowalski.
Da qui una raffica di titoli memorabili: "Viva Zapata" 1952, "Giulio Cesare" 1953 e, nel 1954, "Il selvaggio".  Da questo ruolo memorabile partirà la moda del chiodo diventando simbolo dei giovani contestatori.
Ma questo è solo l'inizio di una carriera consacrata a grandi film e ruoli indimenticabili; Marlon Brando sarà un attore capace di cambiare radicalmente personaggio da un'interpretazione all'altra mantenendo sempre un certo carattere distintivo.
Impossibile non citare "Fronte del Porto" sempre del 1954 che gli valse il primo Oscar.
Gli anni sessanta lo vedono in una serie di ruoli di scarso successo. Ma il suo periodo d'oro non è certo finito, nei settanta passa davanti la camera di due grandi registi italiani; prima "Queimada" del 1969 di Pontecorvo, che lo vestirà dei panni di un agente britannico volto a fomentare una rivoluzione in un'isola delle Antille, ai danni del governo portoghese.
Poi  "Ultimo tango a Parigi" del 1971  con la regia di Bertolucci; un ruolo che l'ha segnato così tanto da portarlo a dire: "Non farò mai più un film così. Non mi piace fare l' attore ma questa volta è stato peggio. Mi sono sentito violentato dall' inizio alla fine, la mia vita, le mie cose più intime, anche i miei figli, mi hai strappato fuori tutto".
Finalmente nel 1972 arriva il secondo Oscar con "il Padrino" di Francis Ford Coppola; il regista racconta di come Brando, arrivato al provino, l'abbia stupito infilandosi due batuffoli di cotone in bocca e diventando quel Vito Corleone che, pur sparendo nel primo film, farà da cardine per tutta la trilogia.
Ultimo film da segnalare, tra i tanti nei quali ha partecipato dal '70 ad oggi, è quello che l'ha visto nuovamente sotto la regia di Coppola: "Apocalipse Now" del '79, nel quale sarà il colonnello Kurtz, un ruolo centrale del film che lo vedrà apparire in poche scene, ma tutte indimenticabili.

La fine
Marlon Brando si è spento tra l'1 ed il 2 Luglio a Los Angeles per una crisi polmonare; già da tempo soffriva di cuore a causa sia di una profonda depressione, che della sua mole, su cui più volte Hollywood si era soffermata a scherzare.
Nell'ultimo anno si era venuto a sapere che l'attore viveva in ristrettezze economiche.
Costretto a pagare gli alimenti delle ex mogli e delle innumerevoli amanti, con ormai 12 figli sparsi per il mondo, era stato chiamato in causa dalla sua ultima compagna, Maria 'Christina' Ruiz, poichè non poteva più pagare il mantenimento.
L'eterno ribelle si era presentato in tribunale dimostrando di non possedere che una pensione di 6 mila dollari al mese, e di aver ipotecato anche la propria casa.
Per mantenersi a galla aveva prestato la sua voce a qualche spot radiofonico che probabilmente non andrà mai in onda.
La sua ultima apparizione era stata, accanto all'amico Michael Jackson, al Madison Square Garden di New York, quattro giorni prima del tragico 11 settembre. Il pubblico finì con il deriderlo per la sua filippica fuori copione contro la violenza sui bambini.
Secondo le prime dichiarazioni i funerali si svolgeranno in forma privata. "Non abbiamo organizzato o autorizzato nessuna cerimonia" ha detto la sorella dell'attore, Jocelyn  "Se qualcuno desidera prendere delle iniziative faccia pure. Ma sia chiaro: Marlon avrebbe odiato cose del genere".
Secondo le ultime volontà avrebbe dovuto essere Jack Nicholson ad organizzare tutto in maniera riservata.
Dopo la cerimonia le ceneri del grande attore verranno sparse nell'atollo di Tetiaroa, a Tahiti.
Un paradiso naturale che Marlon aveva comprato dopo il film "gli ammutinati del Bounty", e dove la figlia prediletta del ribelle, Cehyenne, è stata sepolta.
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