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Attualità

Al via la sperimentazione di un sistema per l'uomo che contiene migliaia di informazioni

Mostrami il tuo chip e ti dirò chi sei

di Ivan Soccio
07/02/2006

IL FUTURO è già qui. Frase sentita e risentita che mai più di oggi si avvicina alla realtà. Pare infatti che un'azienda, la VeriChip di Delray beach in Florida, stia studiando e sperimentando un chip sottocutaneo dove poter immagazzinare migliaia di dati tra cui i trattamenti medici effettuati e quelli a rischio allergia ma potrà anche sostituire le chiavi della nostra macchina.

Lo scopo principale, che ha portato la VeriChip a sperimentare questo ritrovato tecnologico, è di carattere medico. Infatti l'Rfid (Radio Frequency Identification, questo il nome del chip) servirebbe prevalentemente per immagazzinare i dati medici della persona a cui viene impiantato in modo da avere sempre una cartella clinica a portata di mano. Questa cosa non va assolutamente sottovalutata specie perché molti pazienti arrivano in ospedale, in seguito a incidenti o aggressioni, in stato di incoscienza e quindi i medici sarebbero avvantaggiati nel portare le cure sapendo che tipo di paziente hanno davanti, che tipo di medicine usare e che tipo no.

Il chip sta riscuotendo un notevole successo a livello critico, tanto da spingere i dirigenti della VeriChip all'approdo in borsa in questo 2006 attraverso un Ipo di 45,8 milioni di dollari, che vedrà la partecipazione della banca Merriman Curhan Ford. Il presidente della suddetta banca è entusiasta dell'esperimento e si è fatto inserire un Rfid in tv per dimostrare la facilità dell'intervento. Già un'intervento che sebbene abbia riscosso il parere favorele del Food and Drug Administration, non ha ancora raggiunto un ampio strato di popolazione; sono circa 68 gli ospedali americani che utilizzano questa tecnologia e 2000 i pazienti che si sono fatti impiantare il chip al costo di circa 200 dollari.


Tuttavia i portabandiera di questa rivoluzione sono molto fiduciosi, Kevin McLaughlin (amministratore delegato di VeriChip) ha dichiarato: "sebbene ad oggi i numeri non giocano troppo a nostro favore, in prospettiva i potenziali clienti sono moltissimi specie pensando all'invecchiamento della popolazione in Occidente". Tale sicurezza è dovuta anche al fatto che l'azienda della Florida, controllata dalla Applied Digital (corporation hi-tech quotata in borsa), è l'unico produttore di Rfid medici che ha avuto l'avvallo della Fda; quindi opera tuttora in regime di monopolio.


Ma l'uso medico del chip viene già messo in discussione dai teenager che vi vedono lo status symbol delle nuove generazioni. Infatti il chip permette di sostituire anche tutte le chiavi che ogni giorno portiamo con noi; niente più chiavi di casa o dell'auto, niente più password per pc o telefonini, da ora in poi basterà avvicinarci col braccio per far partire tutto ciò di cui abbiamo bisogno.


Naturalmente la cosa va vista nei suoi più ampi risvolti. Si sta già pensando ad una possibile integrazione col sistema Gps, in modo da sapere in ogni momento l'esatta posizione della persona che si è fatta implementare il chip. Dunque qui si rompe il muro della privacy e si getta uno sguardo al mondo del Grande Fratello pensato da Orwell con tutti che vengono controllati da un'unità principale. Certo c'è da guardare con occhio fiducioso a queste nuove scoperte ma con intelligenza ed attenzione non bisogna sconfinare nell'abuso di potere che porta al controllo delle persone. Ma su questo punto McLaughlin ha già la risposta pronta: "L'impianto del chip è su base volontaria, lo si inserisce sottopelle perché è il modo più sicuro di averlo sempre con sé. La capsula è invisibile e le sue informazioni possono essere lette solo tramite l'avvicinamento dello scanner VeriChip. Non consente nessuna localizzazione Gps, non viola la privacy e se si cambia idea lo si può rimuovere tramite un'operazione ambulatoriale di pochi minuti". Insomma: Il futuro è qui, comincia adesso.

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