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Attualità

Per il ministro Gasparri "un fatto positivo" l'acquisto dei diritti calcistici da parte dell'azienda di Berlusconi

"Non c'è monopolio Mediaset nel digitale terrestre"

di Claudio Bontempi
01/07/2004

IL MINISTRO delle Comunicazioni Gasparri, a margine della sigla dell'accordo di collaborazione fra il ministero e l'Authority per le comunicazioni, in merito alle ultime acquisizioni del gruppo Mediaset per la trasmissione sui canali digitali terrestri, ha scongiurato ogni ipotesi di possibile monopolio dell'azienda di Berlusconi sul digitale. "Quello che sta accadendo è un motivo di interesse, un fatto positivo, chi ci mette i soldi, chi investe avrà più successo, chi non fa nulla...". ha detto Gasparri rispondendo alle domande dei giornalisti che lo interpellavano sull'argomento.
 Ma non è questo il caso della tv pubblica che, ha sottolineato ancora il ministro, "ha fatto uno sforzo, creando canali nuovi, ogni operatore fa le sue scelte. Per esempio - ha proseguito - La7 sta facendo accordi con gli enti locali. La Rai ha creato canali nuovi, la vedo impegnata a fare nuove proposte. Per esempio ha predisposto un canale dedicato agli europei, poi l'Italia ha pensato bene di farsi eliminare... certo l'ascolto ne risentirà".
Comunque sia, quello che sta accadendo dimostra che sulla nuova tecnologia si fanno investimenti. "Qualcuno -ha detto Gasparri- pensava che il digitale terrestre fosse una sorta di stazione dove non passano i treni, invece i treni cominciano a passare e più sono confortevoli e moderni più passeggeri avranno...".
Di avviso completamente opposto il direttore generale della Fnsi, Paolo Serventi Longhi. "La legge Gasparri trionfa producendo effetti che vanno oltre ogni negativa previsione. L'acquisto da parte di Mediaset dalle maggiori società di calcio dei diritti televisivi criptati per il digitale terrestre aggrava le preoccupazioni e rappresenta l'ennesimo effetto degenerativo della legge".
 "L'assenza di veri limiti Antitrust di settore rafforza - ha aggiunto - l'unico soggetto forte presente sul mercato, Mediaset, mentre la Rai sotto il controllo governativo si ritaglia un ruolo residuale per non dare troppo fastidio alla concorrenza. Mediaset scende in campo nel digitale terrestre, acquista diritti di Juve, Milan e Inter, prenota un aumento indiscriminato delle sue già cospicue risorse pubblicitarie. Murdoch, illuso dall'attuale monopolio satellitare, rischia la crisi e sarà probabilmente costretto a scendere a patti con Mediaset per restare in Italia sperando in un rinvio del digitale terrestre. Il quadro della Gasparri è completo: per ora (almeno fino al 2007 - 2008 ma si potrà anche attendere) resta il duopolio sull'analogico con Mediaset e Rai e resta anche il monopolio satellitare di Murdoch; dal 2008 Mediaset di fatto controllerà sia l'analogico sia il digitale terrestre, potrà espandere la raccolta della pubblicità in base al Sic, mentre si determinera' un ruolo residuo e di sudditanza per Rai, Sky e La7. Il far west dell'etere, con il previsto prevalere dell'Azienda del Presidente del Consiglio schiaccia il mercato dell'informazione e ogni forma di concorrenza e di pluralismo. I giochi del conflitto d'interessi sono fatti".
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