Grauso, editore cagliaritano, fino a cinque anni fa editore dell' Unione Sarda, il piu' importante giornale dell'isola, lancia dal prossimo 1 ottobre un nuovo quotidiano, diretto da Antonio Cipriani. Spiega così la sua scelta nell'intervista esclusiva rilasciata a Prima Comunicazione: "Non so se e' un 'richiamo della foresta', ma quello dell'editore e' sostanzialmente l'unico mestiere che so fare. E quello che stiamo facendo non e' mai riuscito a nessuno negli ultimi cinquant'anni. A parte, sul piano nazionale, Repubblica, sul piano locale nessuno e' riuscito a sopravvivere, affiancare e, magari, superare il giornale storico. Sia chiaro, non e' detto che mi riesca. Come tante imprese che ho fatto, alcune mi sono riuscite e altre no". Che differenza c'e' per Grauso in questa nuova esperienza editoriale rispetto alle precedenti? "Quando avevo L'Unione", spiega nell'intervista a Prima, "avvertivo la responsabilita' di non mettermi dietro il banchetto a battere moneta e basta. Perche' quando si hanno mezzi di informazione come quelli si ha il dovere di controllare le istituzioni, di fare in modo che le istituzioni non mentano ai cittadini. Ora ho un ruolo diverso. Sto facendo un giornale con le esperienze che ho accumulato in trent'anni in questo settore. Poi non e' detto che questo non diventera', come spero, qualcosa di importante".
A livello imprenditoriale, sul nuovo quotidiano Grauso anticipa che sarà, come dicono gli americani, una 'killer application', un'attivita' di tipo tradizionale che si organizza con modelli, paradigmi, strutture fortemente innovativi e che trova in questo nuovo tipo di organizzazione delle forme di miglioramento qualitativo e di contenimento dei costi.