Media-no profit chiede una legislazione di sostegno in favore dell'informazione
"All'editoria il 10% della pubblicità pubblica"
L'INFORMAZIONE non è una merce come le altre, e in questo campo non si devono effettuare nuovi tagli, anzi.
Occorre piuttosto pensare a una legislazione di sostegno, riservando una quota della pubblicità pubblica a beneficio dell'editoria per riequilibrare la torta degli introiti, adesso fortemente sbilanciata a favore della televisione.
Lo ha proposto, in un incontro a Roma, il coordinamento "Media-no profit", al quale aderiscono quotidiani come Il Manifesto, il Domani, il Corriere di Romagna, il Nuovo Riformista e tanti altri.
All'incontro hanno partecipato anche i parlamentari Giulietti e Grignaffini (Ds), Carra e Colasio (Margherita), Giordano (Rifondazione Comunista), Bellillo (Comunisti italiani) e Zanella (Verdi), insieme con le testate Unità e Liberazione.
In una nota del coordinamento si legge la forte preoccupazione per la manovra correttiva proposta da Tremonti: "L'ipotesi di tagliare del 30% per il 2004 e del 50% per il 2005 e 2006 i fondi per lo spettacolo e l'editoria, ha aperto uno scenario inquietante e lanciato un allarme per la democrazia nel nostro paese".
Dopo gli ultimi sviluppi politici quest'ipotesi sembra essere stata quantomeno superata, ma ciò non toglie il fatto che il sistema della comunicazione nel Paese è profondamente squilibrato e caratterizzato dal peso crescente di poche aziende che hanno progressivamente rafforzato una posizione dominante; inoltre l'Italia, a differenza degli altri paesi europei, vede un'anomala concentrazione nelle televisioni degli introiti pubblicitari.
Nel nostro paese infatti i profitti per la pubblicità in tv rappresentano il 51,2% del totale, contro il 29,8% della Francia, il 24,4 % della Germania e il 30,1% dell' Inghilterra.
"Non possiamo accettare ulteriori tagli al settore - continua la nota - che porterebbero alla cancellazione di centinaia di testate che rappresentano una risorsa essenziale per il pluralismo nel nostro Paese".
Il coordinamento propone infine alcune misure per fronteggiare il problema: adeguare i fondi fermi da circa 15 anni, varare la legislazione di sostegno già predisposta dal Governo con il Ddl Bonaiuti (anch'esso fermo da più di un anno) e soprattutto riservare il 10% della pubblicita' istituzionale (organi dello Stato, enti ed aziende pubbliche) in favore dell'editoria.