L’ UE punta alla creazione di un istituto di alta qualità per sviluppare progetti innovativi.
EIT la promessa di un MIT europeo
Il semestre di presidenza austriaca punta a rilanciare l’Europa agli occhi dei cittadini delusi. Il funzionario viennese
Gregor Woschnagg afferma che uno degli obiettivi è quello di creare un Istituto europeo per la Tecnologia (
EIT)per prevenire la fuga dei cervelli verso gli USA.
Il progetto non è nuovo, già
José Manuel Barroso, attuale presidente della Commissione UE aveva sostenuto l'iter legislativo per la creazione dell'EIT, adesso però è il momento del vero confronto nelle aule della Commissione stessa, fissato per il prossimo marzo.
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La Francia è in prima linea a sostenere il progetto. Il Primo Ministro Dominique de Villepin aveva proposto di realizzare una struttura proprio a Parigi, sfruttando un budget di 360 milioni di dollari.
Il confronto politico rimane accesso. Da una parte c’è chi vorrebbe un’università che ricalchi il
MIT. Dall’altra parte c’è chi propone una soluzione alternativa.
Jorgo Chatzimarkakis, rappresentante tedesco presso il comitato per la ricerca del
Parlamento Europeo, è convinto che l'Europa non dovrebbe cercare di copiare il modello statunitense "Tutti sanno che non potrà essere una copia del MIT, perché per diventare tale - e quindi efficiente - ci ha impiegato più di 150 anni. Non abbiamo tutto questo tempo a disposizione".
Gli atenei europei non vedono di buon occhio la creazione di una super- università elitaria
Una soluzione potrebbe essere quello di mettere a stretto contatto università ed aziende per implementare progetti utili al mercato. "Non ci mancano le idee, abbiamo difficoltà a trasformarle in qualcosa di concreto. Questo è il vero problema dell'Europa", ha aggiunto Chatzimarkakis.
Secondo l’ultimo rapporto della Commissione Europea il gap con gli Stati Uniti continuerebbe ad aumentare e, allo stesso tempo, paesi come la
Cina e
l'India starebbero diventando antagonisti sempre più agguerriti. In questo scenario risulta indispensabile sostenere l’innovazione.
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Dobbiamo fare molto per l'innovazione. È evidente ormai che i settori più avanzati sono quelli più redditizi, e con il più alto tasso di crescita. Rimanerne fuori produrrebbe gravi effetti collaterali sull'intera economia ", ha dichiarato il Commissario Europeo per l'impresa
Guenter Verheugen.