ALL'INIZIO PENSI ad un caso, o ad un fattore contestuale.
L’uscita di scena dallo studio del programma dell’Annunziata era stato promesso ed annunciato dalle prime ore della mattina. Tutti lo sapevano e tutti lo aspettavano. Il boom di ascolti quindi era più che prevedibile.
Fatto sta che dal 6,8% di media fino a quel giorno, In 1/2 ora del 12 marzo arriva ad un pieno 18,5%, ben oltre la media del programma e della rete.
Stesso discorso vale per il 14 marzo. Lo scontro Prodi-Berlusconi è atteso. L’Italia vuole vedere i due aspiranti leader a confronto, li vuole vedere battersi per la vittoria, uno davanti l’altro e sentire quale futuro gli viene promesso. Anche qui più di 16 milioni (52,1% di share) sono giustificabili e prevedibili. Nulla di strano, dunque.
Diventa però curioso se queste tendenze si trasformano in abitudine e il Cavaliere in televisione si dimostra il vero trascinatore di audience delle ultime due settimane. Non serve necessariamente la sua presenza. Basta nominare lui o le sue uscite durante questa campagna elettorale che l’ascolto sale.
L’Antipatico dedica l’intera puntata alla performance del cavaliere a Confindustria e arriva a sfiorare i 5 punti di share.
Primo Piano si occupa di riproporre la sue dichiarazione sull’emergenza democratica e si aggiudica oltre il 9% degli ascoltatori.
Può essere una sorpresa, dunque, che Ballarò del 28 marzo con il Cavaliere ospite, possa portare Rai Tre al 19,4% e vincere la serata, con la controprogrammazione di Montalbano e Carabinieri, Mammuccari e Music Farm?
Altra dimostrazione che il Fattore C vince su tutto (e tutti). E in questo caso la C, sta per Cavaliere.