LA SOCIETA' finlandese Viralg pare abbia la cura per il male che da tempo colpisce il mercato dell’entertainment (ma non le tasche dei consumatori!): il file sharing.
Il Peer-to-Peer (P2P) consente a due o a più utenti connessi a Internet di condividere e scambiare qualunque tipo di file gratuitamente. In pratica "condividono" file multimediali attraverso programmi freeware in circolazione: eMule, DC++, WinMX, Kazaa, Lopster, Soulseek e Morpheus solo per citarne alcuni. E innumerevoli sono gli utenti che, seppur illegalmente, adoperano questi client per scaricare mp3, film, software, immagini e quant’altro.
Inoltre, la diffusione sempre più capillare di connessioni a banda larga (DSL, HDSL e fibra ottica) ha senz’altro agevolato la crescita di questo “mercato nero” globale, a discapito delle aziende produttrici e in violazione della legge sul diritto d’autore.
Per arginare il problema, la prima reazione delle major fu quella di denunciare e far chiudere i battenti al capostipite del file sharing, Napster, accusato di favorire lo scambio illegale di file mettendo a disposizione un intero database. I suoi successori hanno tuttavia superato il problema eliminando il database dai server e permettendo agli utenti di entrare direttamente in contatto tra loro, secondo una logica “punto a punto”.
Da allora nel mirino delle major sono i singoli utenti, i cosiddetti “pirati informatici”, rei di alimentare quest’anarchia attraverso la condivisione dei propri file. E non sono mancate le denunce.
Nel 2004 in Italia grande scalpore e agitazione causò il decreto legge Urbani, un provvedimento pilota contro la pirateria approvato dal governo, che stabiliva delle sanzioni penali ed amministrative per chi condivideva (e scaricava) film in rete. Successivamente il decreto è stato trasformato in legge con modifiche dell’ultimo momento che ne hanno ammorbidito il carattere sanzionatorio: “è punito chiunque a fini di lucro abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un’opera dell’ingegno”, garantendo dunque piena liceità a coloro che ne fanno uso personale.
L’arma di ultima generazione ideata per combattere il P2P arriva dalla finlandese Viralg, una softwarehouse determinata a lanciare un nuovo sistema di protezione che assicura farebbe passare la voglia di scaricare anche al più accanito dei downloader: “La nostra tecnologia colpisce soltanto il pirata, che si ritroverà con un file inutilizzabile al posto del videogioco, del CD o del film".
Stiamo parlando del file scrambling, una tecnologia che utilizza gli hash dei file (firme digitali che identificano univocamente i file nel P2P) per creare delle copie inesatte dei contenuti protetti, mantenedone inalterati i codici identificativi. In parole povere: ore e ore di coda per terminare un download e poi scoprire che quel file è corrotto!
Il tribunale finlandese ha da poco dichiarato legale il sistema ed il file scrambling è già stato brevettato e sperimentato da alcuni importanti produttori.
Ci si domanda allora: Che futuro potrà avere il file scrambling qui in Italia, visto che andrebbe contro il reato di falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617 del codice penale)?
[Fonte: punto-informatico.it]
