IL POPOLO DI INTERNET, o meglio solo quello francese per il momento, può esultare: in Francia scaricare file cinematografici o musicali non è ritenuto illegale. Uniche due condizioni: lo scambio del materiale non deve avvenire a fini di lucro e ogni mese gli utenti del peer-to-peer dovranno versare un canone di 6,50 per il servizio.
L’emendamento, approvato lo scorso 22 dicembre da una camera dei deputati semivuota, è un primo serio tentativo di legalizzare il file sharing che si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, nonostante i continui attacchi legali delle major discografiche, soprattutto grazie alle connessioni internet sempre più veloci. La clausola del canone di abbonamento ha come scopo sia quello di compensare il mancato pagamento dei diritti di autore sia di ridistribuire i contributi fra gli artisti “padri” delle opere scambiate.
Favorevoli. A salutare con entusiasmo l’emendamento, che diventerà legge solo se anche in senato, il 17 gennaio prossimo, si raggiungerà la maggioranza, sono stati tutti gli utenti del peer-to- peer ma anche l'Ufc-Que Choisir. L’associazione dei consumatori francese ritiene, infatti, che così si darebbe vita a “ad una nuova area di libertà, che consente agli utenti internet di accedere alle diversità culturali offrendo al contempo un giusto compenso agli autori”.
Contrari. Dure reazioni provengono dal governo francese, le cui intenzioni erano di introdurre misure più repressive riguardo il file sharing, dalle major cinematografiche e discografiche e da numerosi artisti. Nessuno, fra loro, vede di buon occhio questa legalizzazione perché si ritiene che così si distruggerebbe il sistema dei diritti d'autore su internet. Neanche l’opzione del canone d’abbonamento frena le ire delle case produttrici che considerano questi contributi del tutto insufficienti a mantenere in vita il settore.
L’approvazione di questo emendamento da parte della camera di Parigi è un ulteriore bastone fra le ruote alle major internazionali che già l’ottobre scorso si erano viste negare da parte dell’autorità francese di garanzie e libertà connesse alle nuove tecnologie, in nome della riservatezza dei dati personali, l’autorizzazione ad associare un'identità agli indirizzi Ip per risalire a chi usa servizi di file sharing e inviare loro e-mail intimidatorie.
