Un regista sudafricano ha realizzato il primo lungometraggio girato solo con camera phone. Arriverà nelle sale a maggio
Bastano otto cellulari per girare un film
SMS SUGAR MAN: è questo il titolo del primo film nella storia del cinema ad essere realizzato solamente grazie alle videocamere di otto cellulari e costato poco più di
160.000 dollari. Davvero poco, se si pensa che una pellicola sudafricana a basso budget costa più di
6 milioni di
rand e che le pellicole hollywoodiane superano spesso i
50 milioni di dollari!
Il regista Aryan Kaganof ha dichiarato di aver avuto l’idea costatando che il cinema tradizionale non rispecchia la cultura e il modo di

vivere del Sud Africa, ma è un medium quasi esclusivamente di
cultura bianca. Osservando la predilezione che gli africani hanno per il cellulare, il giovane regista ha pensato bene di girare un film che rispettasse questo interesse e che fosse la prima pietra per costruire un
approccio al cinema nuovo e più democratico, che vedesse per la prima volta l’Africa come protagonista. Così è nato SMS Sugar Man.
Kaganof dichiara inoltre che in questo modo sia la realizzazione che la fruizione del film saranno più semplici e soprattutto più accessibili per tutta la popolazione, che spesso non può permettersi di andare al cinema, ma ha la possibilità di stare qualche minuto al giorno davanti allo schermo di un cellulare.
Ambientato a
Johannesburg, il film, un thriller, racconta la storia di tre personaggi, un protettore e due prostitute di alto bordo, che si trovano in viaggio nella città sudafricana alla Vigilia di Natale.
Il produttore del film, Michelle
Wheatley, ha detto: "Volevamo fare un film decisamente a basso budget per dimostrare che tutti possono farlo". Ha poi aggiunto: “Ci sono molte persone in Africa che vogliono fare film e non se lo possono permettere”.
Il film, oltre ad essere proiettato nelle sale cinematografiche, dove arriverà nel prossimo mese di maggio, sarà trasmesso (ovviamente!) sul cellulare in 30 episodi da 3 minuti ciascuno, e sarà quindi spalmato nel corso di un mese.“La qualità delle riprese”- dichiara lo stesso regista – “è ottima e, anzi, nel riversamento allo standard cinematografico 35 mm le immagini sono risultate favolose”.
Una curiosità: nessuno dei protagonisti del film, compreso il regista, che veste anche i panni di attore, è di colore… Tanto per continuare a parlare di empowering Africa!