Un'emittente sconosciuta crea scompiglio tra spettatori ed esercenti TV
Flux, il mistero della nuova rete televisiva
I PRIMI AD ACCORGERSENE sono stati
loro, gli
aficionados dei forum sulla tv digitale. Quantomeno
bizzarro il fatto: è il primo novembre, e su quelle che fino a quel momento erano le frequenze di Elefante Tv/Telemarket, vanno ora in onda video musicali a ripetizione.
Niente più venditori brizzolati che cercano di vendere quadri o tappeti;
solo musica (fuori dalle righe anche quella) e assurdi
messaggi simil-filosofici tra un videoclip e l’altro. Niente pubblicità né promo, niente informazioni aggiuntive, a parte strane scritte pixelate in sovrimpressione e un link ad un
sito che non fa altro che infittire il mistero.
Poi la situazione sembra farsi più chiara: il nuovo canale sembra chiamarsi
Flux (prima si era parlato di
YOS – Your Other Source) ed è di
proprietà della Telecom (o meglio, della T.I.M., Telecom Italia Media). È il terzo canale della società, insieme a La7 e MTV, un progetto – pare – diretto a un target di teen-agers o pre teen-agers.
Una seconda MTV, in pratica, e un ulteriore passo avanti verso la rottura definitiva del duopolio Rai-Mediaset... almeno in teoria.
Il problema è soprattutto uno: Telecom aveva acquistato Elefante per migliorare la copertura di La7 e MTV, nonché per sviluppare il digitale terrestre. Ne consegue che lo sfruttamento delle frequenze per una terza rete analogica (quale Flux sembra essere), va
totalmente contro quanto previsto dalla
legge
Gasparri, secondo la quale “sono consentiti trasferimenti di impianti o rami d’azienda [...]tra coloro che esercitano legittimamente l’attività televisiva in ambito nazionale o locale, a condizione che le acquisizioni siano destinate alla diffusione digitale”.
Nel frattempo non sono mancati i primi
“stati di allerta”: dal
Gruppo Espresso, diretto concorrente di MTV con AllMusic, fanno sapere di vigilare con attenzione e di essere pronti a tutelari i propri interessi nel caso che questi dovessero essere danneggiati.
L’unico modo per Flux di tornare alla legalità sarebbe di passare in fretta sul
digitale terrestre. Anche se sorge il sospetto che tutta la manovra sia stata in realtà frutto di un’
astuta strategia di marketing virale e quindi una abbondante (e gratuita) campagna pubblicitaria per un’emittente che forse diventerà a pagamento. Anche se, dati i precedenti, potrebbe passare più tempo del previsto prima che il gruppo Telecom sia obbligato a mettersi in regola.