Trovato l'accordo tra il motore di ricerca e 5 strutture per digitalizzare i libri
Google si prepara a diventare una biblioteca universale
GOOGLE come l’antica biblioteca d’Alessandria. Ma cosa c’entra l’antica meraviglia egizia voluta dal conquistatore macendone con il web? Il motore di ricerca più utilizzato del mondo virtuale, digitalizzerà milioni di libri.
Un accordo tra Google (fresca della fortunatissima e redditizia entrata in borsa) e cinque grandi strutture permetterà la consultazione di libri on line. Grazie all’uso di tecnologie che impiegheranno scanner speciali, i testi cartacei saranno tradotti in byte. I tempi saranno lunghi: per 15 milioni di volumi occorrerano 10 anni. Per “passare” un libro al linguaggio binario il costo sarà di 10 dollari.
"Nel suo sforzo di rendere le informazioni offline ricercabili online - si legge in una nota diramata da bigG - Google ha annunciato una intesa con le biblioteche di Harvard, Stanford, Università del Michigan, Università di Oxford e la New York Public Library per scansionare i libri dei loro cataloghi cosicché gli utenti di tutto il mondo possano effettuare ricerche su di essi tramite Google". I testi saranno a disposizione dei navigatori gratuitamente. Ma nulla è fatto per niente. Brin e Page (curioso che il nome stia per “pagina”, e che Google “sfogli” ben otto miliardi di pagine web per compiere le sue ricerche) sanno che gli accessi al loro motore cresceranno in modo esponenziale.
"La missione di Google - ha ribadito il cofounder del motorone, Larry Page - è di organizzare le informazioni del mondo, siamo entusiasti di poter lavorare con le biblioteche per rendere questa missione una realtà".
I rapporti di Google con le diverse istituzioni che collaborano al progettone variano da soggetto a soggetto. Nel caso di Harvard, infatti, si parla di 40mila libri selezionati su un patrimonio che consta di 15 milioni di volumi. La prestigiosa università americana conta nell'avanzare del progetto di chiarire tutti quei problemi, a partire appunto dalle proprietà intellettuali, che potrebbero rallentare se non impedire una successiva evoluzione di questo genere di diffusione. Nel caso di Oxford, invece, c'è il via libera alla digitalizzazione e pubblicazione di tutti i libri pubblicati fino al 1900.Google promette di avere 70 volumi on line per il prossimo aprile.
Intanto saranno assunti migliaia di collaboratori per il lavoro “sporco”, quello manuale si scannerizzazione. Sono stati stanziati 270 milioni di dollari per quella che sarà la Nuova Biblioteca universale. Sperando che non ci sarà un nuovo Giulio Cesare-Pirata informatico pronto a distruggerla.
Fare una ricerca dei libri finalizzata all'acquisto potrebbe essere un primo passo verso un approccio più serio ed organico al problema della digitalizzazione del sapere: ad esempio, i libri fuori catalogo o fuori diritti dovrebbero essere a disposizione di tutti, magari gratuitamente o quasi, e soprattutto quelli importanti. Anche se è difficile fare una scala di importanza dei libri.
Non è il primo progetto del genere, ma sicuramente è il più importante. Nel gennaio 2001 la biblioteca nazionale americana aveva messo on line per gli utenti 5 milioni di libri.