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Attualità

Uno studio della Ucla dimostra che 18 sui 20 media più importanti degli USA non sono filo-governativi

Bush? Poi dice che uno si butta a sinistra

di Vittorio Giordano
23/12/2005

La prima pagine del
Il PRESIDENTE conservatore George W. Bush è al suo secondo mandato alla Casa Bianca, ma i media americani non condividono la sua politica e si schierano a sinistra: è questo il risultato di uno studio condotto dalla Ucla, l'University of California di Los Angeles, sulla collocazione “politica” dei media americani.
Venti tra i maggiori media americani sono stati presi in esame. Ebbene, addirittura diciotto, affermano i ricercatori della Ucla, tendono a sinistra. Tra i più “schierati”, lo studio colloca al primo posto le notizie divulgate dal “Wall Street Journal”, un giornale storicamente simbolo del capitalismo internazionale. Ed è per questo che l’editoriale ha ancora un impronta conservatrice. Altri esempi di “carta stampata militante” sono il “New York Times” e il “Los Angeles Times”.
Per quanto riguarda invece la Tv “di sinistra” è anche il programma "Evening News" della Cbs. Non poteva mancare il web in questa speciale classifica. E così scopriamo che anche il “DrudgeReport”, il famoso sito di pettegolezzi politici generalmente considerato di destra, di conservatore avrebbe solo la reputazione: secondo lo studio della Ucla, la maggioranza delle notizie sul sito sarebbero in realtà filo-liberali.
Da collocare a destra sarebbero invece la tv pubblica e la radio. Ma c’è da aggiungere che gli ascoltatori della Npr, la National Public Radio, ha la percezione di ascoltare un’emittente di matrice liberale piuttosto che conservatrice.
Secondo Tim Groseclose, studioso di politica alla Ucla e coordinatore dello studio, spiega tendenza del collocarsi su posizioni “di sinistra”: ''Credo che tanti media tendano a sinistra perchè, come dimostrano i sondaggi, i giornalisti votano più spesso democratico che repubblicano''.
Per giungere a queste conclusioni i ricercatori della Ucla hanno analizzato la copertura dei mezzi di comunicazione americani considerando l’arco di tempo degli ultimi 10 anni. La “ratio” della ricerca si è basata sul conteggio del numero delle volte che i diversi media hanno citato un gruppo politico di uno schieramento o dell'altro.
Per essere il più possibili credibili ed evitare qualsiasi congettura su possibili condizionamenti o pressioni, il team californiano ha volutamente deciso di auto-finanziarsi con i propri stipendi e con i fondi per la ricerca messi a disposizione dall'Universita in modo da creare uno studio autonomo.
Ma c’è qualche “pecora nera” che condivide la politica conservatrice di Bush? Secondo lo studio, solo la rete “Fox News” e il quotidiano “Washington Times” sono palesemente schierati a destra, mentre fra i programmi in una posizione intermedia “di centro” vi sono “News Night With Aaron Brown” della Cnn (ora cancellato dal palinsesto) e “Good Morning Americ” della Abc.
La domanda da farsi ora è: la collocazione a sinistra dei media americani è il risultato dell’avversione per la politica neocon di Bush oppure è il frutto del classico ruolo di watch-dog che i media americani ricoprono contro il potere costituito in nome dell’interesse generale? Io propenderèi per una risposta di compromesso, entrambe le motivazioni appaiono infatti plausibili e convincenti.
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