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di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
"L'USO INADEGUATO delle ICT in sanità fa più morti degli incidenti stradali”: così denunciava The Economist poco tempo fa. Il dato è stato confermato ed approfondito durante il Congresso dell’Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico (AICA) che si è svolto ad Udine tra il 5 ed il 7 ottobre, nel corso della sessione di “informatica e medicina” tenuta dalla dottoressa Fulvia Sala, responsabile di ricerche e Pianificazione Marketing AICA. Un’analisi campionaria svolta nella regione del Trentino ha dimostrato che solo il 44% degli operatori delle ASL usano i mezzi informatici: di questi il 25% è rappresentato dai medici, il 49% dal personale amministrativo, il 24% dal personale tecnico ed infermieristico, il 2% da altro personale. L’uso del computer è comunque limitato a processi amministrativi e gestionali. Per quanto riguarda l’uso dell’informatica da parte del medico di medicina generale, l’83% dei medici di base usa i mezzi informatici, ma di questi il 76% per aggiornamento in internet e molto meno per l’applicazione routinaria, come per la creazione di data base o per la compilazione di cartelle cliniche.
Considerando l’incremento della produttività associata all’uso di ICT e alla riduzione del tempo perso di lavoro, nonché l’incremento della produttività e la spesa della formazione informatica e dell’aggiornamento, i costi dell’ignoranza informatica in sanità in Italia sono stimabili, secondo la Sala, a 862 miliardi di euro.