Una ricercatrice dell’Università di Udine rivela la scarsa interattività dei giornali on line
L'insostenibile leggerezza del web
IL 90% dei lettori di Repubblica, Corriere della Sera, Stampa e Sole 24 Ore non è interessato all’interattività.
C’è un rifiuto, quasi completo, nei confronti di tutte le opportunità offerte dai siti web di incoraggiare un rapporto tra lettori e giornalisti.
L’ indagine condotta su 18 tra i migliori quotidiani on line europei è stata elaborata da una ricercatrice del corso di laurea specialistica in linguaggi e tecnologie dei nuovi media, presso il distaccamento di Pordenone dell’Università di Udine.
La possibilità di operare direttamente con il testo multimediale, interagire con questo, per ricavarne informazioni utili, grazie alla capacità di parlare con il sistema informatico, sembra aver poco appeal verso quel pubblico che utilizza internet per essere aggiornati in tempo reale sugli avvenimenti mondiali.
Sembra quasi che i lettori on line non si discostano più di tanto dai fedeli dell’inchiostro della carta stampata.
Forum, diari e chat line sembrano creare una linea di demarcazione che ostacola quello che dovrebbe essere un rapporto di fiducia tra chi scrive e chi legge.
Fenomeni come i blogger, di siti di piccole unioni di reporter ha di molto scoraggiato la figura del giornalista professionisti, che vede nell’interattività un’azione di pressione, un processo d’intrusione nei, ormai consolidati, processi di formazione e di produzione delle notizie.
Questo porta ad assumere un atteggiamento distaccato nei confronti dei propri lettori.
Resta salda - sottolinea la ricerca - la tradizione. Le classiche Lettere al Direttore ancora campeggiano al numero uno come il migliore tra i modelli d’interazione offerti dai siti di news on line.