Previste offerte per 3,3 miliardi di dollari
Google finalmente in Borsa
300 milioni di dollari: ecco il prezzo che Google ha accettato di pagare a Yahoo! pur di accelerare i tempi della quotazione in Borsa.
Come è possibile pagare così tanto per non dover aspettare solo qualche giorno in più?
Facile: non ci si fanno troppi problemi, nemmeno per 300 milioni di dollari, se si prevede che l’offerta per le proprie azioni raggiunga un valore di circa 3,3 miliardi di dollari.
E adesso finalmente la quotazione più chiacchierata e tribolata degli ultimi tempi sta per andare in porto: stanotte, alle 22 ore italiane, Google interromperà le registrazioni per partecipare alla cosiddetta asta olandese: da quel momento, ognuno degli iscritti potrà comunicare quante azioni intende acquistare e a quale prezzo.
E, secondo gli analisti, il collocamento in Borsa potrebbe partire già da venerdì stesso.
L'Ipo (Initial Public Offering) di Google, a lungo attesa e annunciata ufficialmente a marzo, era stata messa a rischio negli ultimi giorni da problemi di carattere legale, connessi alla violazione di alcune regole federali e statali.
Oltre alla vendita di 28 milioni di azioni in tre anni senza nessuna delle registrazioni dovute,
sulla quotazione pendeva inoltre anche una vecchia causa con Yahoo!, un tempo partner e oggi rivale della compagnia di Mountain View.
Ed è proprio da Yahoo! che Google ha ottenuto la licenza per usare un brevetto che permette di associare ricerche online e inserzioni pubblicitarie.
Con i 300 milioni di cui sopra ( pagati, badate bene, con 2,7 milioni di azioni targate Google) il motore di ricerca più famoso del mondo ha saldato anche i conti con Yahoo!, che ora non ha più niente da esigere, in termini economici, per la vecchia partnership.
Nell'Ipo, una delle più grandi di sempre, Google venderà oltre 25 milioni di azioni ad un prezzo di collocamento compreso tra 108 e 135 dollari: circa 14 milioni saranno azioni di nuova emissione vendute direttamente, mentre le restanti saranno messe a disposizione dagli attuali azionisti della compagnia.
Facendo due semplici calcoli, se il prezzo del titolo si stabilizzerà al centro della forchetta Google incasserà 2,99 miliardi di dollari, mentre nel caso di 'overallotment' la cifra potrebbe salire a 3,8 miliardi di dollari.
Intanto i conti del primo semestre 2004 mostrano un' azienda in salute: i ricavi sono stati di 1,35 miliardi di dollari, contro i 559,8 miliardi del pari periodo dell' anno precedente, mentre l' utile netto è stato di 143 milioni di dollari (58 milioni l' anno prima).
Ma l’approdo di 'Goog', a Wall Street però è molto più di una semplice quotazione in borsa: rappresenta infatti un test molto importante per tutto il comparto Internet, dopo i modesti risultati che i titoli della new economy hanno fatto registrare negli ultimi anni.
Senza contare che il prezzo delle azioni di 'Goog', grazie al cosiddetto 'collocamento democratico', o più tecnicamente asta olandese, come dicevamo prima, verrà stabilito dagli stessi investitori, che potranno acquistare i titoli dell' internet company anche con un semplice 'click' sul computer.
In questo modo la determinazione del prezzo è decisa dagli investitori stessi: tagliati fuori dall' operazione quindi tutti i tradizionali intermediari finanziari, con un Ipo seguita solo da Morgan Stanley e Credit Suisse First Boston in qualità di sottoscrittori principali.