Internet = Pubblicità = Denaro. L'equazioni che molti, soprattutto nel campo del giornalismo online, tentano di risolvere con scarso successo sembra essere invece un gioco da ragazzi per Bill Gates che, guarda caso, annuncia il lancio del nuovo motore di ricerca Microsoft quattro giorni dopo aver pagato 500 milioni di euro di multa all'Ue per abuso di posizione dominante.
Fresca fresca da New York, e più precisamente dal Dow Jones Newswires, arriva infatti la notizia del fatidico lancio che viene ormai annunciato da più di un anno.
Il percorso era iniziato infatti già dal marzo del 2003, quando Jennifer Tour Chayes, capo di Theory Group (divisione di Microsoft impegnata in ricerca e sviluppo), avanzò la sua sfida a Google: mettere a punto nuovi algoritmi di ricerca in grado di competere con quelli esistenti per poi lanciare l'attacco alla leadership dell'enorme business dei motori di ricerca sul web.
Dopo le dichiarazioni di inadeguatezza sulla tecnologia Inktomy (quella usata da Google e successivamente acquistata da Yahoo alla modica cifra di 235 milioni di dollari), definita "alquanto vetusta", la casa di Bill Gates avviò nel giugno del 2003 il programma Msnbot, che aveva come principale funzione il setacciamento della Rete con il fine di costruire un indice di link e documenti Html.
Microsoft ha poi continuato a lavorare al progetto, investendo oltre 100 milioni di dollari per elaborare un motore più potente, più "intelligente", e con un'interfaccia grafica più semplice e chiara dell'attuale. La cifra investita comunque non deve spaventare più di tanto se pensiamo che il mercato pubblicitario per i motori di ricerca muove cifre esorbitanti, con un valore stimato di 2 miliardi di dollari nel 2004.
Componente fondamentale di questo meccanismo economico dalle proporzioni mastodontiche sono i cosiddetti "paid listings", o più banalmente i testi pubblicitari, che di solito vengono inclusi all'interno dei risultati della ricerca.
La novità di Msn consisterà appunto nel non far apparire i paid listings all'interno dei risultati di ricerca, ma separatamente (al di sopra o alla destra dell'elenco dei risultati stessi), per non confondere l'utente.
Ma più che una certosina attenzione alle esigenze degli utenti la manovra Microsoft sembra in realtà essere un escamotage per correre ai ripari dalla multa (precisamente 497,2 milioni di euro) che il gruppo Gates è stato obbligato a dover pagare alla Commissione Europea con un versamento in contanti su un conto bloccato dell'esecutivo Ue: per sospendere il pagamento in attesa della sentenza della Corte europea dopo il ricorso, la Microsoft avrebbe infatti dovuto dimostrare che quell'uscita causava un "danno ingente e permanente" alla compagnia.
Ovviamente così non è e il lancio della nuova creatura è stato annunciato.
Per la gioia degli azionisti Microsoft.