NEGLI ultimi mesi al cinema (e non solo) abbiamo visto uno spot contro la pirateria informatica. La campagna di comunicazione contro le violazioni del diritto d'autore organizzata dalla Presidenza del Consiglio passa attraverso tutti i canali del sistema mediale.
Eppure in Italia la pirateria non è ancora considerata un reato grave, non dagli italiani. Il 71% degli over 17 intervistati dichiarano di sapere che “attraverso internet vengono diffusi software, film, cd, libri di provenienza illecita”. Eppure assolvono il reato con molta leggerezza, specialmente se si tratta di materiale scaricato per uso personale: per il 32% degli intervistati è un’azione “non così grave”, percentuale che sale tra gli utenti di Internet e tra i più giovani. In più la tutela intensificata delle opere d’ingegno porta vantaggio, secondo il 41% degli intervistati, solo all’industria culturale e agli autori, riducendo, per il pubblico, la possibilità di accesso ai contenuti mediali.
La ricerca è stata svolta dall’ISPO su un campione formato da 4260 persone con più di diciassette anni (per la metà uomini e per la metà donne) per determinare l'atteggiamento dell'opinione pubblica in relazione alla pirateria. I dati sono stati presentati a Roma il 7 giugno, in occasione della Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale, presso la Sala dello Stenditoio del Complesso Monumentale di San Michele a Ripa durante un convegno organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
L’ispo, nato nel 1986, è un istituto di ricerca specializzato nella misurazione degli atteggiamenti dei cittadini in relazione a temi economici, politici e sociali. Il suo Presidente, il Prof. Renato Mannheimer, ha dichiarato che i dati rivelano un bisogno di sensibilizare i cittadini su questo tema a livello culturale agendo direttamente a partire dall'educazione scolastica.
Ma se la forma mentis comune sembra propendere per il lassismo nei confronti della pirateria, la legge pare dimostrarsi efficace: Buttiglione, ministro per i Beni Culturali, ha dichiarato che il fenomeno ha subito un calo del 30% da quando la nuova legge è in vigore. Nonostante il dato positivo il ministro si è detto preoccupato per l'opinione dei giovani, temendo che si insturi una solidarietà tra chi scarica attraverso Internet e chi con Internet fa i suoi affari illeciti. Di fondamentale importanza sarà l'appoggio della Comunità Europea, e la sinergia tra Stati per la soluzione a un problema di portata globale.
