Dall' Australia una sentenza che non lascia scampo al p2p
KaZaA: colpevole
KaZaA è stato condannato da un tribunale australiano per violazione del copyright e di istigazione alla pirateria informatica.
Il giudice della corte ha stabilito la chiusura del servizio P2P, oppure, la possibilità di restare aperto a patto di impostare una nuova versione con filtri per la musica protetta entro 2 mesi.
FELICITA' e soddisfazione da parte dell’ accusa, di cui fanno parte anche la Sony, la Warner e l’ Universal, che si vedranno risarcire del 90% le spese processuali. In seguito, in un successivo dibattito saranno quantificati anche i danni causati dallo scaricamento illegale della musica.
Secondo la sentenza, la società proprietaria di KaZaA, la Sharman Networks, ha violato l’ attuale legge in vigore nel continente, l’ Australian Copyright Act, invogliando inoltre tutti i suoi utenti a far altrettanto.
DA MESI nel servizio p2p sono stati inserite dichiarazioni di una possibile rivoluzione contro le major discografiche, nel tentativo di aumentare il volume del materiale scaricabile con l'obiettivo di creare un sempre più potente e ramificato impero sharing: non a caso KaZaA è da molti considerato il vero successore di Napster.
CON LA DIFFERENZA di una rete decentralizzata, quindi non direttamente controllata dalla Sharman, che per evitare qualsiasi ripercussione da parte delle etichette e per evitare i controlli tributari aveva aperto la sua sede legale nelle sperdute isole Vanuatu nell’ Oceano Pacifico.
UNA SENTENZA anti-file sharing, questa atustraliana, che rispecchia quella emessa in USA dalla Corte Suprema contro la Grokster, con l’ accusa di promuovere la pirateria musical. Tutte leggi che si stanno muovendo verso un'unica, chiara direzione: creare una normativa specifica per il file sharing e bandire il p2p. La musica on line sarà solo a pagamento.