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Attualità

Emergenza, terrorismo e media: i gatekeepers siamo noi

Londra, 7 luglio 2005: sul web è già storia

di Davide Muscillo
08/07/2005

NON CE l'HANNO FATTA i ripetitori di Londra a sostenere le tante chiamate che partivano dai cellulari delle persone in panico a Londra. Una congestione. Impossibile ricevere e fare chiamate. Unica possibilità: mandare sms. Vi sembra poco? In un giorno che passerà alla storia come la seconda tragedia causata dal terrorismo dopo l'attacco alle Torri Gemelle, le tecnologie della comunicazione si sono messe in moto. Nessuna volontà di soffermarsi sui cosidetti "old media", televisione e carta stampata, che ancora hanno il loro indubbio impatto sul grande pubblico: la nostra attenzione va alle nuove forme di comunicazione. Quella comunicazione che è sempre più in movimento.

Le immagini che tutti abbiamo nella mente dell'11 settembre sono quelle riprese da una telecamera amatoriale. Hanno fatto il giro del mondo. Attraverso la televisione, satellite e web, i video in qualità non eccellente sono stati la finestra attraverso cui tutti noi abbiamo visto "da testimoni" ciò che accadeva. Il 7 luglio 2005 invece le immagini che hanno fatto il giro del mondo sono quelle scattate da alcuni cellulari. Foto straordinariamente cariche di emozione. Scattate da gente che scappava nelle gallerie della metro. E' questa la nuova frontiera dell'informazione. News e soprattutto immagini in tempo reale. Ognuno può diventare un gatekeeper per un secondo. Scegliere di aprire o no quel cancello dell'informazione. Molti il 7 luglio l'hanno fatto. Sul sito Flickr.com, grande archivio on-line di foto inviate da cellulari, si possono le immagini del disastro.

Ma non sono solo i videofonini, la novità nell'ambito della comunicazione. Ore 10.15. La notizia che circolava era quella di un incidente dovuto ad un problema di alimentazione elettrica nella metro. Già 1000 blog avevano pubblicato messaggi sulle esplosioni di Londra. Il blog si sta rivelando come uno degli strumenti privilegiati in situazione d'emergenza. Il dato arriva dal sito Technorati che ha aperto nella sua homepage una sezione dedicata a Londra. Tra le parole più cliccate nell'ultima giornata, sempre secondo il sito, troviamo: "London Explosion", "London Bomb", "London Bombing", "London Blast". Verso la sera del 7 luglio i post sugli attentati si contano a decine di migliaia. C'è anche un altro dato da non dimenticare: la rete telefonica non ha retto. Era impossibile effettuare telefonate da cellulari. I soli media che non hanno subito conseguenze dagli attentati ed erano ancora in funzione erano i telefoni fissi e quindi internet.
Uno dei blog che è stato più frequentato e in cui si è registrato un flusso continuo e costante di pubblicazione di messaggi è London.Metblogs.com. Il sito non è altro che il blog collettivo della città, in cui i cittadini e non informano ma nello stesso tempo si scambiano informazioni tra di loro.

Infine una piccola nota. Il sito Wikipedia, la famosa enciclopedia libera del web, ha già registrato una nuova voce. "London bombing". "7 luglio - Sette esplosioni avvenute su diversi mezzi pubblici in più parti della città sconvolgono Londra, proprio il giorno dopo l'assegnazione alla città inglese delle Olimpiadi del 2012 e nel periodo della riunione dei G8 a Gleneagles, in Scozia. Il bilancio di quello che è un probabile attacco terroristico è pesante: si contano a decine i morti e i feriti". Leggere quest'avvenimento già come se fosse un fatto storico è molto strano. Non possiamo che concordare con Alessio Balbi che su Repubblica.it scrive: "Su internet, il 7 luglio 2005 è già storia".

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