Nel 2006 il nuovo sistema operativo Microsoft, tra dubbi e novità
Longhorn, più user friendly di così...
LONGHORN, il sistema operativo destinato a trasformare il lavoro, sotto molteplici punti di vista.
La nuova interfaccia utente sarà infatti orientata a snellire molte operazioni oggi ritenute stressanti per chi dialoga con Windows.
Innanzitutto, un piccolo effetto grafico innovativo: le
nuove finestre saranno
di tipo “glass”, cioè “fatte di vetro”; consentiranno cioè, ad ogni nuova apertura di finestra, di non nascondere il contenuto di quella aperta in precedenza.
Spariranno poi le icone; per visualizzare qualsiasi programma, non sarà più necessario inondare il desktop di elementi grafici, ma
basterà digitare dal menu “start”
le iniziali del programma richiesto; ad esempio, “exc” sarà per Excel, “pow” per Power Point e così via.
Modifica più sostanziale: Longhorn sarà sensibile all’ambiente in cui è collocato. Ciò significa che potrà cambiare configurazione a seconda che lo si posizioni a casa propria, sulla scrivania personale, o in ufficio, accanto ad altri notebook. In base ai collegamenti disponibili, la macchina comprenderà se si trova accanto ad altri pc, e questa funzione sarà fondamentale per la condivisione dei documenti. La filosofia alla base della nuova interfaccia avrà
molto in comune, quindi, con il lavoro a network, teorizzato da molti sociologi del lavoro; se, infatti, oggi è previsto un solo oratore che spieghi ai colleghi su cosa bisogna lavorare, per domani, alla base del lavoro, sarà
determinante il principio della condivisione dei documenti.
È, questo, uno dei principi ispiratori delle nuove macchine, che creeranno una specie di sotto – rete aziendale comune, ottima per una comunicazione immediata del network. In questa filosofia di lavoro rientra anche la
logica di funzionamento di Messenger: infatti, arrivati in ufficio con il proprio pc, si potrà subito visualizzare “l’appello” di chi c’è e chi non c’è, e che cosa sta facendo ogni collega: se è impegnato al telefono, se è on line ma libero, e così via.
Cambierà anche il meccanismo di archiviazione. Se Windows riprende alla lettera il lavoro di ufficio, utilizzando le cartelle per registrare i documenti, in Longhorn il documento sarà registrato dove capita, e poi recuperato da una lista di documenti salvati. L’utente potrà scegliere i criteri di archiviazione a lui più congeniali: per data, autore, tipo di contenuto, destinatario. I documenti così salvati e ordinati saranno visualizzabili in elenco o per gruppo, organizzati secondo un determinato tema.
Al di là di punti di vista entusiastici, legati alla fascinazione data dal nuovo, c’è chi manifesta le sue perplessità: questa interfaccia utente non consentirebbe una significativa libertà dell’utente, costretto a dire semplicemente sì oppure no a tutto ciò che l’interfaccia gli chiede. Per molti esperti di Windows, sarà frustrante trovarsi di fronte ad una interfaccia molto meno personalizzabile. Inoltre, c’è chi prospetta un inasprimento dei rapporti di lavoro conseguente ai più evoluti sistemi di controllo consentiti da Longhorn.