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di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
L'associazione delle principali aziende produttrici di supporti multimediali denuncia: vendite a -60%
Un cd da masterizzare? No grazie
di Glauco Di Mambro
07/07/2004
L' Asmi, associazione delle principale aziende produttrici di supporti multimediali, si pronuncia ad un anno di distanza dall'approvazione del decreto legislativo che ha dato una nuova disciplina al diritto d'autore e in particolare all'equo compenso sulla copia vergine privata: e il bilancio è pesantemente negativo.
Il consuntivo del primo trimestre 2004 confrontato con lo stesso periodo dell'anno precedente evidenzia, secondo i dati Asmi, un aumento del prezzo di vendita dei supporti vergini al consumatore finale nell'ordine dell'80/100% e una riduzione del 60% di vendite ufficiali di CD (32.000.000 pezzi nel 2004 contro i 60.000.000 del 2003). Si sarebbe poi dimezzato il mercato analogico (audiocassette e videocassette) con cifre che vanno verso una vera e propria sparizione dei prodotti: l'audio infatti va dai 5.200.000 di pezzi venduti nel 2003 ai 2.600.000 del 2004, mentre il video passa dagli 11.000.000 del 2003 ai 5.600.000 pezzi nel 2004.
A fronte di questa situazione non proprio rosea per l'Asmi si è avuto inoltre un "incremento enorme del mercato illegale di CD e DVD vergini, un'evasione di compensi e Iva per decine di milioni di Euro e la penalizzazione delle aziende nazionali in confronto all'importazione estera". Logica conseguenza di tutto ciò sarebbero due fenomeni non trascurabili e che iniziano ad essere rilevabili in maniera sensibile: la riduzione degli occupati nell'industria nazionale e nei punti vendita che operano legalmente e una quadrupla tassazione per l'utente finale.
Le cause secondo l'Asmi andrebbero a ricercarsi nei compensi, troppo alti percentualmente rispetto al costo del prodotto e addirittura superiori al prezzo di vendita all'ingrosso: fatto sta che il consumatore finale è sempre più penalizzato e la domanda nel mercato dei supporti registrabili fa registrare una caduta verticale.
Ed è lo stesso presidente dell'Asmi Mauro Santi a "manifestare preoccupazione per il sempre più evidente spostamento dal mercato legale all'evasione", continuando poi così: "Fenomeni come quello del downloading hanno provocato un ulteriore aggravamento della situazione, ma non è nostra intenzione lasciare invariato uno stato dell'arte che finisce per penalizzare fortemente sia il mondo dell'information & communication tecnology e dell' editoria che la Pubblica Amministrazione. Senza contare il consumatore finale, che è sempre più oberato dai costi per sopperire alla difficoltà (o poca volontà ) di intraprendere una corretta lotta alla vera pirateria".
Le dichiarazioni di guerra alla pirateria e al downloading vengono sempre accolte caldamente dagli addetti ai lavori. Un po' meno dai così tante volte citati "consumatori finali": l'unica cosa da sperare è che tutte queste buone intenzioni non trovino applicazione solamente in una voglia matta di stroncare qualsivoglia forma di sharing o di P2P, ma in un programma più ampio e a lungo raggio.