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Attualità

Morcellini: "Sempre più evidente il ritorno alla lettura"

Italiani buoni lettori

di Glauco Di Mambro
29/08/2004

Quando la giornalista-scrittrice Asne Seierstad ci ha confessato di ritenere gli italiani fra i migliori lettori che i suoi libri abbiano mai avuto, siamo rimasti un po’ perplessi: l’Italia infatti non occupa certo i primi posti in Europa per quanto riguarda l’abitudine alla lettura.
Abitudine che dovrebbe trovare ancor più difficoltà a radicarsi visto il dominio della tv nel nostro paese e l’exploit di internet come opzione preferita per spendere il proprio “tempo del loisir”.
Ma la conferma di un’incoraggiante inversione di tendenza arriva da una voce quanto mai autorevole nel campo dello studio dei mezzi di comunicazione di massa: è il prof. Mario Morcellini, infatti, a sostenere che "il ritorno alla lettura in Italia, negli ultimi tempi, è stato soprattutto reso evidente da quella straordinaria innovazione di marketing sociale che sono i libri allegati ai quotidiani".
Il docente dell’ “Università La Sapienza” di Roma ha  così concluso, a Soveria Mannelli, una lezione sul tema "Lettura e classe dirigente" tenutasi nell’ambito del ciclo di iniziative “Università d' Estate”: una manifestazione seguita interamente in diretta via radio e via internet da Radio Radicale, e alla quale erano presenti anche Marcello Veneziani e Daniele Capezzone.
E il Prof. Morcellini ha fornito anche qualche cifra, a sostegno della sua tesi: "Siamo di fronte ad un successo senza precedenti che si traduce in almeno 80 milioni di copie di libri entrate nella case e nelle abitudini di lettura degli italiani: e tutto questo in pochissimi anni.  
Di fronte a trend come questi occorre una diversa consapevolezza della politica e della scuola nel mettere al centro la nuova disponibilità di giovani e adulti alla cultura ed alla lettura.
Il rinnovamento in atto in tutti i consumi della comunicazione che possano apparire “di qualità” é lo sfondo di analisi tra lettura e classe dirigente".
Per Morcellini "nell' ultimo decennio l' Italia registra una contrazione della presenza e del ruolo dei media generalisti.
Ed è particolarmente originale, rispetto agli anni del trionfalismo della tv, il processo di logoramento della sua audience che apre la strada non  certo al suo tramonto, ma ad una diversificazione sostanziale dei consumi culturali".
Dall' analisi condotta dal docente universitario, inoltre, emerge "un incremento assai interessante di quei comportamenti culturali in passato sbrigativamente definiti 'di nicchia' o ‘d' élite’,  e non solo con riferimento al teatro e alla musica classica, alle mostre e alle visite ai nostro giacimenti culturali.”
Si tratta infatti di un fenomeno che rivaluta anche la funzione di internet, che Morcellini ha definito “la biblioteca di Alessandria della modernità".
E se servisse ancora una prova di quanto attualmente il mondo dei media somigli sempre più ad un intricatissimo domino, dove basta sfiorare una tessera per causare spostamenti su tutta la composizione, eccola qui: l’inizio di un cambiamento fondamentale che parte dai quotidiani per coinvolgere i libri, con il risultato di far scricchiolare la tv e soprattutto di innalzare internet quale fonte privilegiata per l’acquisizione di informazioni.
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