Arriva Blue Gene, la nuova macchina dell’Ibm che affascina gli inesperti
Computer Svizzero? Sì, e “umano”
NON si tratta più di progetti futuribili, o da film di fantascienza; la
mente umana viene sempre più legata alle nuove tecnologie, per la ricerca scientifica o per esperimenti che lasciano di stucco gli inesperti e animano la fantasia degli esperti.
Infatti
l'Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna ha messo a punto un
supercomputer da 22,8 teraflop, inimmaginabile fino a solo cinque anni fa. Con questo “macrochip” (occupa la superficie di quattro congelatori) in grado di compiere quasi
23 mila miliardi di operazioni al secondo, sarà possibile
studiare ad una velocità molto superiore a quella attuale
i processi mentali.
Le prospettive più ottimistiche pensano ad una
cura molto più veloce, in futuro, di
patologie psichiatriche le cui cause sono ancora scarsamente note, ma anche di schizofrenia e depressione.
"Tutte le simulazioni e i test che oggi svolgiamo in laboratorio, per i quali ci vogliono intere giornate, saranno fatte da
Blue Gene – questo il nome dell’elaboratore elettronico
progettato dall’Ibm - in pochi secondi››, dice il professor Henry Markram, direttore del progetto.
Guardando ai passi in avanti nel settore, si stima possibile, entro il 2020, la realizzazione di computer super – intelligenti, dotati di coscienza e in grado di provare emozioni.
Si va verso prospettive futuribili molto più esaltanti di quelle immaginate fino a ieri, ma d’altro canto anche spaventose. "E’ prevedibile che, di questo passo,
una Playstation 5 avrà probabilmente la stessa potenza del cervello" afferma Ian Pearson, capo del dipartimento di futurologia della
British Telecom. Che conclude, con una riflessione sulla possibilità, nel 2050, di “scaricare” l’intero contenuto di un cervello umano in un supercomputer: "
Morire non sarà più un problema – afferma l’esperto ventennale di fibre ottiche e banda larga – è un futuro che eccita, e che fa paura".