Il bombardamento sonoro può mietere vittime, tra anziani e non
Il rumore e la sindrome da Ipod
IPOD è la sigla ormai nota di una tecnologia ampiamente diffusa per l’ascolto di brani musicali; c’è però bisogno di uno sforzo maggiore per immaginare la nostra mente simile a un Ipod, delegata cioè alla riproduzione automatica di brani musicali.
Questo disturbo può affliggere oggi le persone anziane, come affermano alcune ricerche compiute al St. Cadoc’s Hospital, nel Galles, ad opera dello psichiatra Victor Aziz; il quale ipotizza però una maggiore incidenza, in futuro, su fasce di popolazione adulta e giovane. La causa sarebbe da riscontrare, a suo avviso, nel bombardamento musicale cui siamo oggi sottoposti.
Un neurologo, Tim Griffiths, dell’Università di Newcastle Upon Tyne, è infatti risalito all’origine del processo, studiando le aree cerebrali di persone colpite da allucinazioni musicali. Le aree cerebrali deputate al normale ascolto della musica sarebbero in questi soggetti stimolate senza alcuno stimolo esterno. E’ una scoperta ritenuta senza precedenti da Elio Lungaresi, professore emerito di Neurologia all’Università di Bologna, che pensa ad analogie con alcune forme di allucinazioni acustiche causate dai tumori cerebrali, che però generano suoni, e non musica. E’ lui stesso ad ipotizzare una più probabile analogia con alcune forme di epilessia benigna, rarissime, in cui a scatenare la crisi è la musica, specialmente quella classica.
Scoperta ricca di potenziali sviluppi, per studiare oltretutto le possibili cure, e legata però anche a quanto già si sa sul fenomeno della creatività artistica in campo musicale: è infatti noto che le aree della corteccia interessate dal disturbo, e residenti nell’emisfero destro del cervello, sono quelle più sviluppate in molti musicisti.
Sviluppi interessanti, quindi, non solo dal punto di vista clinico, se si considera quanto poco si sappia sul fenomeno della creatività individuale, e quanto fascino sollevi la figura dell’artista nel corso della storia.