“
NON hai rispettato le leggi cinesi. Il tuo blog verrà chiuso”. L’autore di questo mirabile atto di censura giornalistica potrebbe sembrare il governo cinese. Invece no, è
Microsoft, che, dal 31 dicembre 2005, ha reso irreperibile il
blog sulla piattaforma
MSN Spaces. Il censurato è
Michael Anti (“anti”, come “contro”, e come il poco traducibile cinese “sicurezza alternativa”), vero nome Zhao Jing, giovane
giornalista cinese. “E’ la
terza volta in un anno - dice - che il mio
blog viene
chiuso. Questa volta però l'iniziativa viene dalla Microsoft, l’azienda che ospita il mio blog, e non dalla censura del mio governo”.
Negli ultimi giorni del 2005, Michael Anti, nelle pagine del suo blog, ha strenuamente sostenuto l’
iniziativa dei giornalisti del quotidiano “
Beijing News” (Notizie di Pechino), che prima hanno scioperato contro il licenziamento del loro anticonformista capo redattore Yang Bin e dei suoi due collaboratori Sun Xuedong e Li Duoyu, poi si sono licenziati dal giornale. Il “
Beijing News”, qualche giorno prima, infatti, aveva diffuso alcune notizie che svelavano pesanti responsabilità governative sia nella vicenda di
Dongzhou, un villaggio del Sud dove almeno
tre persone erano state
uccise in
scontri di piazza con la
polizia, sia in quella dell'
inquinamento del fiume Songhua, provocato dalla fuoriuscita di
materiale tossico da una fabbrica chimica.
Fra i più attivi giornalisti indipendenti della Cina,
Michael Anti, dal suo blog, è intervenuto in tutte le più importanti discussioni che si sono svolte negli ultimi anni su Internet con commenti spesso graffianti, mirati soprattutto a svelare le contraddizioni, le
limitazioni ed i soprusi di un’informazione giornalistica dipendente dalle
logiche politiche ed
economiche del
governo cinese. “Non consideratemi un dissidente - dice - ma
un giornalista che agisce in modo professionale”. Proprio la professionalità, abbinata ad un lavoro audace, preciso e documentato l’ha portato ad essere uno dei
“blogger” più letti in Cina: circa
15.000 visitatori al giorno leggono infatti il suo blog.
Nell’aprile 2005, in Cina, si è verificato un altro caso simile:
Shi Tao un giornalista è stato infatti condannato a dieci anni di carcere per aver diffuso sul web “segreti di Stato”. A consegnare il suo indirizzo alla polizia fu il famoso motore di ricerca su Internet
Yahoo!, dopo aver appurato che il reporter stava diffondendo sul web una circolare governativa che vietava ai giornalisti di parlare dell’anniversario del massacro di Piazza Tienamen del 1989.