ESORDISCE così, al CeBit 2006 (Hannover, 9-15 marzo), Vivian Reding, commissario UE alla Società dell’Informazione e Media. La spinta della Reding è legata ai progressi fatti dagli USA in relazione allo sviluppo di tecniche broadcast su rete mobile e alla necessità per l’Europa di sviluppare uno standard comune basato sul DVB.
La Mobile TV rappresenta un nuovo mercato dalle grandi potenzialità sia in ambito occupazionale che di business e di servizi offerti al consumatore. I grandi gestori telefonici, Telecom nel caso italiano, cercano continuamente degli accordi con i brosdcaster terrestri allo scopo di fornire delle risposte immediate per un mercato sempre in crescita. Per queste ragioni la televisione su supporto mobile viene indicata come il core business del Piano i2010.
D’altra parte quello dei telefoni GSM è un mercato in continua evoluzione, a vantaggio dell’industria di settore ma anche degli utenti, in quanto forte spinta al superamento del digital divide soprattutto nei paesi dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa, dove la diffusione dei telefoni cellulari cresce costantemente. All'inizio del 1990, le previsioni per la telefonia mobile parlavano di 40 milioni di utenti su scala mondiale per il millennio. Oggi oltre 1,5 miliardi di persone usano i cellulari GSM (sono circa 430 milioni in Europa). E il trend è crescente: ogni giorno un milione di nuovi utenti si abbonano ai servizi di GSM.
Uno dei problemi fondamentali che deve trovare immediata soluzione riguarda le caratteristiche che i format per la Mobile tv devono avere. La maggior parte degli esperti sostiene la necessità di creare contenuti appositi per i nuovi supporti, tuttavia la maggior parte dei tradizionali utenti broadcast ha dichiarato di voler fruire sul proprio cellulare gli stessi contenuti della televisione ganeralista, affermando di essere disposti a pagare per questo servizio fino a 15-20 euro al mese. Ma la situazione non è semplice. Nonostante si continui a parlare di uno standard e di una affermazione e conseguente diffusione sui base europea, le differenze tra i vari paesi continuano a rimanere causando inevitabili ritardi nella costruzione di un servizio televisivo mobile.
I problemi non finiscono con i contenuti. La regolamentazione in materia è tutt’ora carente e la ridistribuzione delle frequenze ancora agli inizi. “É necessario” afferma la Reding, “che i player europei sviluppino modelli di business competitivi, seguendo un approccio coordinato alla politica di spettro, cosa che sta già avvenendo nei Paesi extraeuropei. La grande opportunità per i gestori di telefonia e per i broadcasters terrestri sarà data dai prossimi mondiali di calcio, che potrebbero accrescere enormemente gli introiti dei primi e permettere ai secondi di sviluppare nuove modalità di fruizione televisiva, inaugurando una nuova stagione per i telefoni cellulari.
Il commissario dell’UE indica ottobre come ipotetica data per l’assegnazione delle frequenze per la Mobile Tv, tuttavia siamo ancora agli inizi e per poter considerare la tv mobile la prosecuzione naturale del cellulare, come la Reding stessa si auspica, c’è ancora tanto da lavorare.

DVB-H: lo standard per la telefonia mobile