"La raccomandazione fondamentale che vi faccio è che teniate
dritta la vostra spina dorsale, è questo ciò che ognuno di voi deve sentire come un
imperativo e che deve guidare la vostra professione", ha detto il Capo dello Stato rivolgendosi direttamente ai giornalisti saliti al Colle, rimarcando poi "i temi della
professionalità e della deontologia, che voi avvertite come
fondamentali con responsabilità e impegno".
Quella di Ciampi è un’analisi puntuale dello stato dell’informazione e del servizio pubblico italiano. Il Presidente non fa sconti di sorta: c’è troppo
provincialismo. Ci si occupa troppo "di dinamiche, contrasti e divisioni interne che spesso svaniscono senza lasciare traccia". Bisognerebbe guardare oltre, rincara: "Serve una
maggiore apertura internazionale dei nostri media, bisogna raccontare di più quello che accade in
Europa e lontano dall'Europa".
Ciampi dimostra ancora una volta la sua
preoccupazione per lo stato del sistema dei media italiani. La stessa preoccupazione che lo aveva spinto a inviare nel 2002 proprio su questo tema il suo unico
messaggio alle Camere e a rispedire in Parlamento la prima versione della legge Gasparri senza firmarla. La Tv di Stato non può sottrarsi ai suoi
doveri: “La mia costante attenzione al mondo dell'informazione mi spinge a osservare che qualunque sia l'assetto aziendale della televisione pubblica italiana, essa deve conservare, rafforzare,
migliorare sempre di più la sua attività di servizio pubblico, nei
contenuti editoriali e culturali, nell'informazione, nello stile, in linea con le indicazioni dell'Unione Europea sui servizi pubblici radio televisivi".